Star Wars: Gli ultimi Jedi di Rian Johnson: la recensione

Diretto da Rian Johnson, Star Wars: Gli ultimi Jedi non conserva la nostalgia che si era evidenziata nel primo capitolo della nuova trilogia, anzi la tematica ricorrente è quella di “cancellare il passato” (abbandonare il vecchio) per guardare al futuro (nuove generazioni di eroi e di cattivi). Nonostante l’eccessiva lunghezza e qualche forzata trovata umoristica, l’ottavo episodio della favola fantascientifica più amata del cinema è godibile e convincente.

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L’insulto di Ziad Doueiri: la recensione

Presentato in Concorso a Venezia 74, L’insulto sfrutta un alterco a sfondo razziale per tastare e mettere in scena la situazione socio-politico-religiosa libanese. Il risultato è un film che cresce d’intensità e che non disdegna il colpo di scena, tuttavia l’impressione è quella di osservare un prodotto che viene esasperato per provare a cogliere i limiti (se sono presenti) di un razzismo profondamente radicato nella società.

Suburbicon di George Clooney: la recensione

Diretto da George Clooney e scritto dai fratelli Coen, Suburbicon, nonostante tratti temi, tragicamente, attuali (il razzismo imperante e violento, com’era prima e com’è oggi) e metta a fuoco la grettezza e la mostruosità di un perbenismo di facciata, gira a vuoto. L’impressione è quella di osservare un prodotto in cui la risata a denti stretti dovrebbe salvare dall’inconsistenza. Eccezionale Oscar Isacc, deludenti Matt Damon e Julianne Moore.

Happy End di Michael Haneke: la recensione

Rigoroso, asciutto e tagliente sguardo destinato a una famiglia altoborghese, Happy End esibisce la tristezza, l’egoismo e la falsità, cardini fondamentali su cui si basano i rapporti interpersonali tradotti su pellicola dal regista tedesco. Un’opera che rispecchia lo “stile Haneke”, nonostante il tutto sembri girare a vuoto.