Woody di Robert B. Weide: la recensione

Diretto da Robert B. Weide, Woody è un documentario che traccia il percorso del regista newyorkese, ma sono talmente tante le cose da dire, le curiosità da snocciolare, che non si riuscirebbe a stare all’interno delle canoniche due ore. Ed è proprio per questo motivo che Woody dimostra di possedere il fiato corto, di essere un racconto affaticato, che preferisce “correre” e narrare il più possibile piuttosto che soffermarsi su qualcosa di estremamente saliente.

Wajib di Annemarie Jacir: la recensione

Diretto da Annemarie Jacir, Wajib è l’interessante e brillante on the road urbano per le strade di Nazareth, una città che cela conflitti sociali e che (fotogramma dopo fotogramma) dimostra di essere la terza protagonista di un confronto generazionale, che rivela più di un nervo scoperto tra un padre e un figlio.

The Happy Prince di Rupert Everett: la recensione

Esordio dietro la macchina da presa per Rupert Everett, The Happy Prince è una fervente rappresentazione di Oscar Wilde. Il regista ritrae l’artista nei suoi ultimi scampoli di vita, esibendo una messinscena fredda, malinconica e addolorata, in cui nessuno viene risparmiato, nemmeno il protagonista caduto in disgrazia (da lui interpretato).