Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni: la recensione

Illuminante commedia diretta da Francesco Bruni, Tutto quello che vuoi mette in scena la strana amicizia tra un giovane scapestrato e un anziano poeta lievemente malato d’Alzheimer, quest’ultimo impersonato dal regista Giuliano Montaldo. Il risultato è una pellicola coinvolgente e ironica, nella quale l’affetto reciproco apre nuovi orizzonti soprattutto per il ragazzo, interpretato da un sorprendente Andrea Carpenzano.

King Arthur – Il potere della spada di Guy Ritchie: la recensione

Adattamento cinematografico di Guy Ritchie, King Arthur – Il potere della spada consegna al pubblico un eroe riottoso, spocchioso ma consapevole dei propri limiti. Un piccolo delinquente in grado di cavarsela per le strade, ma incapace di ambire a qualcosa di più grande. Un personaggio costretto da un mito a diventare leggenda e in grado, grazie alla sua perseveranza, di costruirsi il proprio destino.

Song to Song di Terrence Malick: la recensione

Se negli anni passati i film di Malick si contavano sulle dita di una mano, ultimamente il regista texano sforna un “manifesto” all’anno. Purtroppo pare che questa rinnovata verve creativa non sia decisamente convincente e, dopo l’enigmatico (e straniante) Knight of Cups, giunge al cinema Song to Song, pellicola che ostenta un doppio triangolo amoroso, in cui il sentimento di smarrimento è vivido e tangibile.

Le cose che verranno di Mia Hansen-Love: la recensione

Mia Hansen-Love tratteggia il “futuro” (L’avenir del titolo originale) di una borghese insegnante di filosofia. Il risultato è un film che sa parlare della classe benestante senza invettive particolarmente accese. E che dimostra le capacità registiche della Hansen-Love (abile nel cogliere le quotidianità di un cambiamento), fine psicologa dell’animo umano, che fa pesare l’importanza della sceneggiatura nei confronti dell’immagine.

Mal di pietre di Nicole Garcia: la recensione

Tratto dall’omonimo romanzo di Milena Angus, Mal di pietre esibisce una protagonista travolta e devastata da un’ossessione, una donna che insegue l’amore folle e che non sa controllare le proprie emozioni. Un tratteggio femminile che non cerca l’empatia dello spettatore, anzi preferisce la repulsione, l’antipatia di una donna incapace di guardare al suo fianco e riconoscere la devozione di un marito per “convenienza”.