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La prima luce di Vincenzo Marra: la recensione

Vincenzo Marra mette in scena una storia personale, forse eccessivamente, e ciò non permette di osservarla con il necessario distacco. Il bambino nel mezzo della contesa, la fuga di una donna per smuovere l’arroganza del compagno e un paese straniero come ostacolo insormontabile; La prima luce è sobrio e frutto di una narrazione pulita, ma si nota eccessivamente l’intento terapeutico della messinscena.

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Rock the Kasbah di Barry Levinson: la recensione

Diretto da Barry Levinson e interpretato da Bill Murray, Rock the Kasbah è una commedia abilmente mascherata da dramma e da omaggio dedicato alla partecipazione della prima donna araba a un programma canoro televisivo. Tuttavia, sequenza dopo sequenza, il prodotto di Levinson perde di verve e denota una tendenza alla leggerezza piuttosto che all’esibizione di una posizione forte contro la manipolazione della figura femminile nel mondo islamico.

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1981 – Indagine a New York di J.C. Chandor: la recensione

Il cinema classico di J.C. Chandor colpisce nel segno. Difatti, dopo aver portato al cinema il crollo della borsa in una sola notte (Margin Call) e il silenzioso naufragio con Robert Redford (il sopravvalutato All is Lost), il regista statunitense presenta al pubblico il tentativo di essere disperatamente onesti, combattendo contro i mulini a vento del sistema. Tuttavia il sistema non si può battere e allora c’è la necessità di adeguarsi, perseguendo sempre la retta via.

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La mia vita da zucchina di Claude Barras: la recensione

Animazione in stop-motion sceneggiata da Céline Sciamma, La mia vita da zucchina dimostra di possedere un corretto mix di dramma e speranza. Un film dalla durata ridotta, che consegna agli spettatori una delicata e poetica rappresentazione di un orfanotrofio, nella quale ognuno possiede il suo ruolo, abilmente caratterizzato da una scrittura brillante e particolareggiata.

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La cena di Natale di Marco Ponti: la recensione

Sequel di Io che amo solo te, La cena di Natale vede ancora all’opera dietro la macchina da presa Marco Ponti, mentre davanti ritroviamo il cast corale (con poche eccezioni) del primo film. Tuttavia si ha l’impressione che questo secondo episodio dedicato alle due famiglie “di stanza” a Polignano a Mare, indossi il vestito buono, prepari il servizio delle grandi occasioni, ma finisca in una gigantesca bolla di sapone.