Chiudi gli occhi di Marc Forster: la recensione

Pellicola diretta da Marc Forster e ambientata in Thailandia, Chiudi gli occhi è un prodotto che sente l’esigenza di cambiare in continuazione, di modificare le proprie velleità per mantenere alta l’attenzione dello spettatore. Ed è proprio per questo motivo che il film inizialmente è un dramma, successivamente un erotico, mentre in chiusura un thriller, che mina la fiducia della coppia.

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Dogman di Matteo Garrone: la recensione

Ispirato liberamente all’efferato fatto di cronaca del “Canaro della Magliana”, Dogman è un film che lega indissolubilmente i personaggi al contesto. Desolante, impoverita e inevitabilmente decadente, la periferia nella quale si muovono i protagonisti è lo specchio di una realtà in cui sopraffazione e sottomissione sono gli evidenti riflessi di una società in perenne disfacimento.

Stronger di David Gordon Green: la recensione

Diretto da David Gordon Green, Stronger narra le vicende private (e pubbliche) di Jeff Bauman, colui che ha perso entrambe le gambe nell’attentato della maratona di Boston del 2013. Un film che cerca disperatamente l’emozione e che la trova grazie all’intensa prova recitativa di Jake Gyllehaal.

Papillon di Michael Noer: la recensione

Remake del cult del 1973 diretto da Franklin Schaffner, Papillon è un prodotto che possiede il ritmo del cinema dei giorni nostri. E se la presenza scenica di Charlie Hunnam è equiparabile al carisma di McQueen, lo stesso non si può dire di Rami Malek, che “scimmiotta” l’interpretazione di Dustin Hoffman pur non possedendone la medesima carica espressiva.