Personal Shopper di Olivier Assayas: la recensione

Film complesso che mischia i generi ed esibisce una vicenda apparentemente incomprensibile, Personal Shopper (presentato a Cannes 69) è uno sperimentale prodotto che vede come assoluta protagonista Kristen Stewart. Assayas è un fine indagatore di ciò che può suggestionare l’essere umano, di cosa si nasconde dietro a un gesto o a una ricerca di conforto.

Gold di Stephen Gaghan: la recensione

Diretto da Stephen Gaghan (lo stesso regista di Syriana), Gold racconta la storia di Kenny Wells, un “cercatore” d’oro che si troverebbe più a suo agio nell’ossessiva epoca americana della febbre dell’oro, piuttosto che nei rampanti anni Ottanta. Un personaggio sopra le righe interpretato da Matthew McConaughey, che divora letteralmente il film con un’interpretazione che coinvolge e accattiva lo sguardo dello spettatore e che fa dimenticare tutto il resto.

Sognare è vivere di Natalie Portman: la recensione

Debutto alla regia di Natalie Portman, Sognare è vivere è la trasposizione cinematografica del bestseller “Una storia di amore e di tenebra” di Amos Oz. Tuttavia dell’affresco israelita rimane ben poco, difatti la regista ha preferito concentrarsi sul rapporto madre-figlio, cercando di restituire un’allegoria delle difficoltà della composizione dello Stato d’Israele.

Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza: la recensione

Opera seconda del duo Piazza-Grassadonia, Sicilian Ghost Story apre la Semaine de la Critique di Cannes 70 e si dimostra un film capace di dividere apertamente la critica. Difatti se da una parte la coppia di registi viene definita una base solida del nuovo cinema italiano, dall’altra parte della barricata si contesta la loro eccessiva autoreferenzialità e uno stile “vanitoso” e compiaciuto. Come spesso accade, la verità sta nel mezzo.