Personal Shopper di Olivier Assayas: la recensione

Film complesso che mischia i generi ed esibisce una vicenda apparentemente incomprensibile, Personal Shopper (presentato a Cannes 69) è uno sperimentale prodotto che vede come assoluta protagonista Kristen Stewart. Assayas è un fine indagatore di ciò che può suggestionare l’essere umano, di cosa si nasconde dietro a un gesto o a una ricerca di conforto.

Gold di Stephen Gaghan: la recensione

Diretto da Stephen Gaghan (lo stesso regista di Syriana), Gold racconta la storia di Kenny Wells, un “cercatore” d’oro che si troverebbe più a suo agio nell’ossessiva epoca americana della febbre dell’oro, piuttosto che nei rampanti anni Ottanta. Un personaggio sopra le righe interpretato da Matthew McConaughey, che divora letteralmente il film con un’interpretazione che coinvolge e accattiva lo sguardo dello spettatore e che fa dimenticare tutto il resto.

Robinù di Michele Santoro: la recensione

Documentario realizzato da Michele Santoro sui baby-killer della Camorra, Robinù ha il pregio di essere un’interessante (e agghiacciante) pagina di giornalismo. Una pellicola che sa impressionare per il suo realismo e che mostra la sfacciataggine di giovanissimi delinquenti, che confondono la parola destino con la predilezione.

I Am Not Your Negro di Raoul Peck: la recensione

Candidato agli Oscar 2017 per la sezione documentari, I Am Not Your Negro è un documentario di denuncia in cui si assapora il pensiero di James Baldwin. Il regista Raoul Peck porta sullo schermo parole e interventi del noto pensatore afro-americano (morto quarant’anni fa) e ci costruisce attorno un film testamentario, assolutamente non banale e lontano dalla (saltuaria) retorica di finzione.