Justice League di Zack Snyder: la recensione

Pellicola di gruppo, nella quale si sente la mancanza di un approfondimento psicologico adeguato (Flash, Aquaman e Cyborg sono new entry privi di una caratterizzazione o di un passato), Justice League è la concreta risposta della DC alla Marvel. Un film con qualche pregio, ma con diversi difetti (importanti) che vengono trascinati per l’intera durata.

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Il libro di Henry di Colin Trevorrow: la recensione

Thriller drammatico che prova costantemente a misurare l’empatia del pubblico, Il libro di Henry è un prodotto ricattatorio che smercia sentimenti “a basso costo”. Un film che si trascina fino alla conclusione (banale e prevedibile) e che non si sbilancia mai. Ed è proprio questo immobilismo a rendere la pellicola meno appetibile al pubblico.

2night di Ivan Silvestrini: la recensione

Assurdo film ambientato interamente all’interno di un’automobile, 2night è un contenitore vuoto, un prodotto privo di una tematica e di un senso. Una conversazione (piatta e incapace di incuriosire lo spettatore) che non porta da nessuna parte (nemmeno a casa della protagonista) e che esibisce due pessime interpretazioni.

My Name is Emily di Simon Fitzmaurice: la recensione

Road movie che tenta di restituire sul grande schermo le pulsioni adolescenziali e quella costante sensazione di smarrimento e di perdita, My Name is Emily è un film che non palesa il suo obiettivo per lunghi tratti. Difatti se da una parte c’è la reciproca conoscenza tra i due ragazzi protagonisti (che si “osservano” timidamente), dall’altro lato c’è il rapporto tra una figlia e un padre, che pesca direttamente da un passato doloroso.