Le 5 leggende di Peter Ramsey: la recensione

le-5-leggende-poster-italiaGuardiani…questi sconosciuti!

Contraddistinto dai classici stilemi festivi statunitensi, Le 5 Leggende (Rise of the Guardians, 2012) si attesta come flop animato.

Quattro leggende proteggono i bambini, ma quando Pitch Black (l’Uomo Nero) minaccia l’intera umanità, seminando incubi e paura nella mente dei bambini, i guardiani arruolano Jack Frost, uno spiritello invernale dispettoso.

Animazione perfetta e stupendamente verosimile. Questo è l’unico aspetto veramente convincente di Le 5 Leggende, pellicola che non ostenta retorica, ma nemmeno emozioni. Difatti la pellicola, di produzione Dreamworks (principale concorrente di Pixar) non raggiunge il bersaglio pieno, lavorando sotto-ritmo e banalizzando il villain di turno. La combriccola festaiola che comprende Babbo Natale (l’unico emblema riconoscibile in Europa), Jack Frost, il Coniglio di Pasqua (scambiato ironicamente per un canguro), Sandman (?) e la Fatina dei Dentini (da noi c’è il topino) non riesce a raggiungere le emozioni dei bambini seduti in sala, proprio perché si fatica a farli propri. Inoltre sullo schermo cinematografico si sviluppa una vicenda stereotipata e difficilmente metaforica, nella quale la paura (incarnata dall’Uomo Nero, che ricorda per movenze e tratti somatici Ade del disneyano Hercules (1997) attanaglia il mondo, lo avvolge e solamente grazie all’intervento dell’”armata natalizia”, che si impegna per resistere nelle menti dei bambini, si riuscirà a evitare la catastrofe.

Dreamworks esegue un passo indietro e dopo aver rincorso la Pixar nell’ideazione di film d’animazione “per adulti” con ironia e personaggi minori trascinanti, ritorna a quell’idea di animazione rivolta quasi esclusivamente a un pubblico infantile, con annessa strategia comunicativa, che si impegna a ridisegnare l’iconografia delle feste e delle credenze. Infatti Le 5 Leggende, con un abile strategia, cerca di inserire nelle tradizioni d’oltreoceano (grazie anche a un’enorme utilizzo della sospensione dell’incredulità) personaggi mitizzati nella cultura anglosassone (o addirittura principalmente statunitense). Nuovi supereroi, che faticano a farsi riconoscere e faticano a farsi interessanti e coinvolgenti per un pubblico over-10. Naturalmente se lasciamo da parte questi aspetti, che paiono centrali all’interno della pellicola, possiamo ammirare un’animazione talmente accurata che rasenta la perfezione. Una verosimiglianza caratteriale e somatica che stupisce e incanta. Tuttavia il peccato più grande è quella banalizzazione del cattivo (l’Uomo Nero), che dipinge stupore sul volto degli spettatori, che sa di presa in giro. Altro aspetto predominante è la mancanza di ritmo. E nonostante questa non sia sempre una cosa negativa (ci si concentra di più sui dialoghi e sui messaggi che la pellicola vuole trasmettere, vedi Wall-E (2008) il rischio è quello di anestetizzare i genitori che accompagnano i figli al cinema.

Purtroppo Le 5 Leggende ha fatto un passo indietro troppo evidente. Se prima le risate scorrevano copiose in sala, ora mentre il bambino sogna a occhi aperti dietro degli ingombranti occhiali 3D, l’adulto ronfa e attende che in sala torni la luce.

Uscita al cinema: 29 novembre 2012

Voto: **

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