Ti stimo fratello di Paolo Uzzi: la recensione

Zelig non basta

Recenti prove cinematografiche dimostrano che il salto dal palcoscenico di Zelig al grande schermo è breve e fortunato. Per Giovanni Vernia (alias Jonny Groove) si rivela fallimentare.

Giovanni è un ingegnere elettronico, fresco di laurea e pronto a entrare nel mondo del lavoro. Lasciata Genova per Milano, verrà presto raggiunto dal fratello Jonny, amante dell’house music, che gli rovinerà la vita.

Sfoggiando una trama convenzionale e banale, Ti stimo fratello (2012) conferma che Jonny è il carattere comico che meno si adatta al grande schermo. Difatti, sbraitando e stigmatizzando dal palco di Zelig, l’adolescente discotecaro Jonny, costretto in jeans muccati, ripeteva frasi nonsense in modo quasi irritante, senza mai innovarsi o provare a sdoganarsi in modo definitivo. La stessa messinscena ridondante avviene nel momento in cui Totti prova a ripetere l’effetto Zalone con Vernia. Purtroppo, pur sdoppiandosi e confrontando il personaggio serio (Giovanni) a quello superficialmente ignorante (Jonny), Vernia (co-regista e co-sceneggiatore con Uzzi) non buca lo schermo, anzi brucia definitivamente il suo carattere. Poco divertente e banale fino alla nausea, Ti stimo fratello persegue una vicenda assolutamente già vista e un finale raffazzonato e sbrigativo, che (naturalmente) ostenta copiosamente buoni sentimenti. A poco servono gli equivoci, gli scambi di persona e le serate al Gilez (per l’occasione esistente e non solo una storpiatura del famoso locale milanese); la storia si trascina stancamente fino alla conclusione, contraddistinta solo da fugaci apparizioni di Abatantuono.

Purtroppo la ricerca ossessiva dello sdoganamento del personaggio Jonny non avviene assolutamente, rivelando inoltre una pochezza narrativa e un esaurimento della vena comica, che gli sketch di 5 minuti non avevano ancora palesato. Vernia non riesce a sorreggere da solo una pellicola e il suo personaggio non è Zalone, carattere sfaccettato, che pur ripetendo se stesso ha dimostrato di avere numerosi assi nella manica (chissà ancora per quanto).

Vernia cerca disperatamente di raggiungere un pubblico giovane, adolescente, che sopravvive di serate in discoteca e divertimento talvolta insensato. L’unico problema è che non riesce ad avvicinarsi neanche a questo tipo di modello, a causa della sua esasperata imitazione, che ostenta un’insensata e irritante ignoranza (una velata presa in giro, mai volgare), che non sempre può far piacere. Insomma Ti stimo fratello non segue un trend e dimostra di saper far ridere veramente poco, indugiando su sguardi languidi e privi di espressività in favore di camera. Inoltre Vernia rimane a bocca asciutta in quanto arriva al cinema con due anni di ritardo rispetto ai suoi diretti avversari, che sono già passati dal VIA! a ritirare la cospicua vincita.

Uscita al cinema: 9 marzo 2012

Voto: *

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