Il sacrificio del cervo sacro di Yorgos Lanthimos: la recensione

L’artificiosità di un dramma familiare

Tragedia moderna diretta e scritta da Yorgos Lanthimos, Il sacrificio del cervo sacro cerca forzatamente l’artificio, la surrealità per poter fare a pezzi la borghesia e il suo status quo. Imperfetto e pretestuoso, nonostante ciò non lascia indifferenti.

Steven è un cardiologo con una bellissima famiglia. All’insaputa di questa s’incontra segretamente con Martin, un ragazzo con cui sembra avere un legame speciale.

Lanthimos, alla sua seconda fatica registica in lingua inglese, prende spunto da Ifigenia di Euripide e mette in scena una tragedia moderna in cui colpa ed espiazione sono gli elementi che maggiormente si fanno notare. All’interno di un film che, solamente in apparenza, sembra essere vuoto tematicamente, il regista procede per gradi e divide idealmente la pellicola in due tronconi. Difatti se nella prima parte si può trovare una recitazione asettica, distaccata e artificiosa, nella seconda è il sentimento viscerale a farsi spazio, la recitazione diventa più istintiva e meno controllata e anche la vicenda prende una deriva decisamente più brutale.

Il sacrificio del cervo sacro pone i dubbi e lascia la porta aperta alle interpretazioni (il rapporto tra il dottore e Martin è inizialmente ambiguo), nel mentre la famiglia borghese fotografata dal regista ellenico comincia a disgregarsi, a distruggersi dall’interno. Per non incorrere nel brutale destino c’è una decisione da prendere, una scelta impossibile, ma che permette di espiare le colpe.

Seppur imperfetto (l’autoreferenzialità di alcune situazioni non è funzionale alla trama e al suo svolgimento), Il sacrificio del cervo sacro non può lasciare indifferenti. Lo stile registico (freddo e inquietante, come lo sono le lunghe carrellate che immortalano gli asettici corridoi ospedalieri) e la colonna sonora (martellante e stridente) diventano stilemi emotivamente fondamentali, perché riescono a suscitare nello spettatore un’apprensione costante, mentre sullo sfondo permane una violenza latente pronta a esplodere da un momento all’altro.

Surreale e coinvolgente, il film di Lanthimos è in grado di porre un uomo di fronte alle proprie colpe e costringerlo a reagire; un prodotto che sottolinea quanto sia importante essere consapevoli che le azioni provocano conseguenze. Naturalmente in questo caso la conseguenza è estremizzata a causa del fatto che l’elemento destabilizzante (Martin) è esterno e (volutamente) mina alle fondamenta equilibrate della famiglia, al suo “perfetto” status quo. E anche perché Lanthimos spinge sull’acceleratore della brutalità senza filtri e senza compromessi.

Il sacrificio del cervo sacro è una tragedia moderna, che mantiene inalterati i temi della messinscena classica (decisamente cari al regista ellenico) e sempre attuali perché raccontano dell’essere umano e della sua peculiarità così complessa e così fragile.

Uscita al cinema: 28 giugno 2018

Voto: ***

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