Deadpool 2 di David Leitch: la recensione

Scorretto e umoristico. Torna Deadpool!

Torna al cinema l’antieroe più sboccato e irriverente dell’universo Marvel. Violento e anticonvenzionale, Deadpool 2 conferma alcuni limiti del primo capitolo e mette in mostra una rinnovata carica di umorismo scorretto, principalmente focalizzato sui cinecomic tradizionali o altri pezzi di storia del cinema.

Deadpool finalmente si gode la vita con la fidanzata Vanessa. Purtroppo i nemici finiscono per irrompere in casa loro uccidendo la ragazza. Da questo momento il supereroe mascherato non riesce a darsi pace, finisce in carcere e qui conosce un ragazzino mutante, a cui si affezionerà e che cercherà di proteggere.

Nonostante la trama esile e la sceneggiatura parca di colpi di scena, Deadpool 2 riesce a lasciare nuovamente il segno. Difatti la maggior parte del merito va a un personaggio che difficilmente si dimentica e che si carica tutta la responsabilità sulle proprie spalle, che sente la necessità di entrare in scena con “stile” e irriverenza.

Pellicola che mantiene alcune caratteristiche peculiari del primo episodio (lo sfondamento della quarta parete e l’umorismo metacinematografico, solo per citarne un paio), quella diretta da David Leitch pone ancora di più al centro della scena il protagonista interpretato da un indiavolato Ryan Reynolds. Ed è molto importante sottolineare il ruolo dell’attore all’interno del progetto, perché lui l’ha fortemente voluto ed è sempre lui a dargli tutte quelle sfumature così invitanti.

Deadpool 2 s’identifica come un “film per famiglie”, soprattutto perché il protagonista finisce per trovare la propria, tra un’uccisione e l’altra, tra una violenza e una battuta trash. Un sequel in cui ci si aspetta il doppio senso, lo humour nero, la “stoccata” velenosa portatrice (spesso e volentieri) di verità politicamente scorrette; ed è proprio il sapere cosa attendersi che rende il prodotto meno invitante, o perlomeno meno spiazzante. Perché, nonostante la sceneggiatura esile, il primo episodio era un carico di irriverente novità, mentre Deadpool 2 mette al servizio dello spettatore solamente una storia lievemente più complessa, condita dalla presenza di un gruppo di personaggi decisamente sopra le righe (solo la X-Force vale il prezzo del biglietto).

Caratterizzato da un umorismo meno estemporaneo e più contestualizzato, il film di Leitch (specializzato in prodotti dinamici, violenti e mai banali) cavalca l’onda lunga del successo suscitato dal primo episodio e si dimostra in grado di gestire un personaggio folle come Deadpool. Il risultato finale è un film che mantiene intatta la reputazione dell’antieroe e la sua incapacità nel seguire qualsiasi tipo di regola; un prodotto che prende in giro se stesso e che ha la facoltà di gettare fango su altre produzioni senza ricevere ripercussioni, perché l’esasperazione finalizzata alla risata non è mai una cattiveria gratuita o una critica morale sottile e nascosta.

Uscita al cinema: 15 maggio 2018

Voto: ***

Annunci

2 pensieri su “Deadpool 2 di David Leitch: la recensione

    • Narrativamente è sempre un po’ debole…nel primo ad esclusione del “making of Deadpool” (necessario per un primo episodio) il resto un paio di sequenze messe in croce…nel secondo un pelo più strutturato, ma ugualmente debole (non a caso Reynolds sottolinea un paio di volte di come gli sceneggiatori si siano sprecati)…alla prossima

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.