T2: Trainspotting di Danny Boyle: la recensione

Un’occasione…persa

Vent’anni dopo tornano sul grande schermo Renton, Sick Boy, Spud e Begsbie. Tuttavia la delusione è palpabile a causa di uno sviluppo narrativo che tende a essere eccessivamente radicato nel passato.

Vent’anni dopo Renton torna a Edimburgo; tuttavia il tradimento non è stato dimenticato, soprattutto da Begbie, che è riuscito a fuggire di prigione.

Film lungamente atteso, T2: Trainspotting è un’autentica delusione perché, se il primo capitolo era il manifesto lisergico di una generazione autodistruttiva, senza ideali e affogata nella droga, il seguito è un percorso malinconico e amaro, una resa dei conti con protagonisti quattro falliti che tornano sul “luogo del delitto” perché la vendetta è l’unica cosa che conta. Ed è l’intero sviluppo narrativo a non convincere, intento a ricordare un passato che si rimpiange e si maledice contemporaneamente.

Se Trainspotting era un cult indiscusso, un prodotto brutale e agghiacciante, realistico e disturbante, T2: Trainspotting è accomodante e superficiale. I quattro “amici” sono invecchiati, i problemi sono decisamente diversi (c’è chi si buca ancora, chi sta divorziando, chi fugge di prigione e chi tira a campare con qualche truffa) e tutti frutto di un’esistenza gettata al vento e assolutamente fallimentare. I soprannomi vengono sostituiti da nomi e cognomi (si ha più di quarant’anni ormai) e c’è la netta sensazione che Boyle non abbia la minima intenzione di staccarsi da una vicenda che si era chiusa magnificamente con quel tradimento di Renton, il suo ghigno beffardo e la chiara accettazione di una vita normale. Quella scena (riproposta più volte) diviene un ponte di collegamento lungo vent’anni e il tradimento non sembra essere stato dimenticato.

T2: Trainspotting esibisce quattro esistenze stanche, bolse e prive di vitalità; l’unico a reggere alla distanza sembra Spud (allucinato narratore esterno), che ricopia il loro passato su fogli di carta e mette tutti quanti di fronte alla consapevolezza di una vita bruciata dalla droga, dall’alcool e da una tendenza alla delinquenza. Il tentativo è quello di diventare uomini migliori, di recuperare il tempo perduto, eppure c’è una malsana insistenza da parte di Boyle, che non riesce ad andare oltre al tradimento di Renton (tremendamente ridondante all’interno della pellicola), che, sembra, prevedere una necessaria vendetta.

Boyle perde un’occasione, quella di smuovere le acque e scegliere di non rimanere narrativamente immobile. Accompagnato dalla fotografia di una Edimburgo sempre più decadente e priva di speranza, T2: Trainspotting rivanga nel passato e prova a sopravvivere grazie all’onda lunga del successo del suo predecessore. Un azzardo che non paga e che fa naufragare la vicenda in un loop senza fine.

Uscita al cinema: 23 febbraio 2017

Voto: **

 

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