Gold di Stephen Gaghan: la recensione

McCounaghey continua a divorare i film

Diretto da Stephen Gaghan (lo stesso regista di Syriana), Gold racconta la storia di Kenny Wells, un “cercatore” d’oro che si troverebbe più a suo agio nell’ossessiva epoca americana della febbre dell’oro, piuttosto che nei rampanti anni Ottanta. Un personaggio sopra le righe interpretato da Matthew McConaughey, che divora letteralmente il film con un’interpretazione che coinvolge e accattiva lo sguardo dello spettatore e che fa dimenticare tutto il resto.

Kenny Wells è l’erede di un importante imprenditore minerario. Con il passare degli anni (soprattutto a causa dell’alcool) si ritrova sull’orlo del baratro. Riesce però a racimolare i soldi necessari per finanziare Michael Acosta, che afferma di aver trovato un giacimento d’oro nel sud-est asiatico.

Personaggio istrionico, sbruffone, perennemente ubriaco e allucinato dall’improvviso successo, Kenny Wells è il protagonista di questa corsa in direzione di una rivalsa nei confronti di chi non ha mai creduto nella sua professionalità. Una vicenda vera, che vede l’ascesa e la caduta di un sogno, in un periodo storico in cui lo sfruttamento della Madre Terra è una scommessa e scavare a fondo può rivelarsi un affare o un fallimentare buco nell’acqua. Tuttavia ciò appare collaterale, un contesto realistico che fa da accompagnamento a un’interpretazione border line, pienamente nelle corde di un Matthew McConaughey che aderisce a quel personaggio talmente sopra le righe da provocare nello spettatore reale pietismo.

Di conseguenza c’è la forte impressione che McConaughey divori il film (sequenza dopo sequenza, dettaglio dopo dettaglio), che lo spettatore sia più interessato a vedere la trasformazione dell’attore piuttosto che seguire l’andamento della vicenda. È una cosa negativa? Probabilmente no, perché il magnetismo che suscita l’interprete statunitense dona un quid aggiuntivo alla pellicola, che senza l’apporto dell’attore sarebbe un prodotto come tanti altri, con i suoi alti e bassi e uno sviluppo già visto più di una volta.

Rivincita e successo sono gli obiettivi di chi ha perso la propria guida (il padre) e veleggia nelle acque salmastre di una crisi societaria; due obiettivi che lo portano a prendere decisioni (apparentemente) sbagliate, a fidarsi di chi può permettersi di truffare e scomparire, per poi finire in un caos mediatico più grande anche del suo ego. In conclusione Gold è un prodotto scorrevole, appare leggermente derivativo (The Wolf of Wall Street insegna) e si appoggia sull’istrionismo di un attore che, ultimamente, offre un magnetismo unico, che innalza il valore dei film che interpreta.

Uscita al cinema: 4 maggio 2017

Voto: ***

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