I Am Not Your Negro di Raoul Peck: la recensione

Testamento e riflessione

Candidato agli Oscar 2017 per la sezione documentari, I Am Not Your Negro è un documentario di denuncia in cui si assapora il pensiero di James Baldwin. Il regista Raoul Peck porta sullo schermo parole e interventi del noto pensatore afro-americano (morto quarant’anni fa) e ci costruisce attorno un film testamentario, assolutamente non banale e lontano dalla (saltuaria) retorica di finzione.

Ci si imbatte in I Am Not Your Negro e si rimane folgorati, perché se è importante e illuminante la costruzione filmica di Peck, sono altrettanto decisive e penetranti le parole di James Baldwin. Prendendo ispirazione da un manoscritto incompleto dello stesso autore (da cui vengono ricavati stralci e passaggi fondamentali) che ambiva a raccontare la Storia dell’America attraverso tre omicidi eccellenti e significativi della comunità afro-americana (Medgar Evers, Malcom X e Martin Luther King), Peck accompagna lo spettatore attualizzando il libero pensiero di Baldwin, mettendo a confronto cinema e realtà. Perché se da una parte ci sono le immagini di repertorio (le lezioni di Baldwin erano seguitissime perché i contenuti che esponeva erano sempre fonte di riflessione), come elemento di contrasto o di maggior enfatizzazione c’è il lavoro di Peck, che racchiude la cultura sociale degli anni Sessanta attraverso spezzoni di film, che definivano il “negro” e il suo rapporto con i bianchi. E in tutto ciò vengono inserite in modo sublime le vicende delle tre eccellenti figure, che affrontavano la paura in maniera completamente differente.

Baldwin non si definisce un razzista, non ha mai aderito alle Black Panthers e non ha mai appoggiato completamente i dettami del perdono cristiano di Martin Luther King; Baldwin narra i suoi sentimenti attraverso parole differenti perché si definisce profondamente americano e parla di identità e di lotte tra fratelli, che insieme hanno costruito il paese. Sono tante le frasi che rimangono impresse a fine visione e, catastroficamente, appaiono estremamente attuali (gli scontri con la polizia e la politica di Trump sembrano riportare gli States ai sanguinosi anni Sessanta).

I Am Not Your Negro si divide idealmente in tanti capitoli per tornare sempre al punto di partenza, ovvero che si sta raccontando la Storia dei negri d’America, che è la Storia dell’America stessa. E non è una bella storia. Una sentenza senza appelli, che invita alla riflessione sulla brutalità e il terrore che un essere umano può infliggere (senza motivazioni) a un altro essere umano.

Uscita al cinema: 21 marzo 2017

Voto: ****

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