Transformers – L’ultimo cavaliere di Michael Bay: la recensione

Un luccicante ed estenuante carrozzone

Bay cerca la maestosità dell’immagine (utilizzando cineprese IMAX 3D), invece ciò che restituisce allo spettatore è un prodotto caotico ed estenuante, nel quale i difetti di sceneggiatura sono molto più rilevanti degli effetti speciali.

I Transformers vivono sulla Terra da molto tempo e si sono sempre nascosti all’occhio umano. Un giorno un gruppo di ragazzini s’introduce in un’area di Chicago recintata, dove anni prima si era svolta una sanguinosa battaglia (tra Autobot e Desepticon). Il governo interviene, ma Cade Yaeger li salva e incrocia un Transformer moribondo, che gli dona un talismano che gli si attacca addosso. Da quel momento sarà il prescelto.

Confusione, sceneggiatura raffazzonata e una durata eccessiva: questi sono i principali difetti del quinto capitolo dedicato ai Transformers. Un film che non riesce a stare dentro i confini, che straborda e non accattiva lo spettatore. E la colpa è di Michael Bay, un regista che ha sempre cercato di oltrepassare i limiti dell’intrattenimento, cercando l’immersione visiva nell’azione, il coinvolgimento adrenalinico. Tuttavia ciò che di solito trova è la noia, una sensazione che si fa spesso presente in Transformers – L’ultimo cavaliere a causa di un caos che segue più di una linea narrativa e che esibisce troppi protagonisti in una guerra tutti contro tutti. Difatti nell’ultimo capitolo è lotta aperta, una minaccia che mette chiunque in pericolo e che, stavolta, pesca l’oggetto del desiderio direttamente da un mito medievale (Artù e i cavalieri della tavola rotonda).

Transformers – L’ultimo cavaliere è eccessivo e svela un’incapacità di condensare e semplificare, di rendere accessibile a tutti l’ennesima vicenda che mette in pericolo la Terra. L’impressione è quella di osservare qualcosa di pericolosamente indefinito, un canovaccio in cui vale qualsiasi cosa (dallo scontro fisico alla sparatoria, dal misticismo alla fisica) e che potrebbe andare avanti per ore. Un moto perpetuo in cui si sente la pesante mano della CGI e dell’IMAX; infatti l’unico modo per rendere (apparentemente) convincente un prodotto come questo era quello di spingere sull’acceleratore, rendere l’intera vicenda un’immersiva corsa sulle montagne russe.

Transformers – L’ultimo cavaliere è una manifestazione d’onnipotenza indigesta, laddove invece ci sarebbe la necessità di chiedersi se andare avanti o fermarsi. Bay tira dritto e sembra avere l’intenzione di continuare con i sequel (lasciando la postazione di regista e dedicandosi esclusivamente alla produzione); una scelta che probabilmente mostrerà ancora più limiti di quest’ultimo episodio. Nota a margine: convincente l’umoristico personaggio incarnato da Anthony Hopkins.

Leggi l’articolo anche su Persinsala

Uscita al cinema: 22 giugno 2017

Voto: *

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...