Wonder Woman di Patty Jenkins: la recensione

Quanto è difficile disegnare le origini

Pellicola che racconta le origini dell’amazzone Diana, Wonder Woman è un blockbuster che sembra seguire le orme del primo Captain America. Tuttavia con il passare dei minuti si respira una progressiva stanchezza ritmica e una ripetitività scenica, che non aiuta la mitologia di un personaggio che si è presentato, ma non ha ancora, saldamente, indossato i panni dell’iconica eroina a stelle e strisce.

Diana è l’unica figlia della regina delle Amazzoni Ippolita e vuole diventare una grande guerriera, ma sua madre non vuole che venga addestrata dalla più forte guerriera dell’isola: la zia Antiope. Nonostante il veto della regina, Antiope addestra Diana per permetterle di andare incontro al suo destino, che si materializzerà quando un pilota si schianta sull’isola delle Amazzoni e la informa che nel mondo si sta combattendo un sanguinoso scontro mondiale.

Quando si costruisce un universo cinematografico c’è la necessità di affrontare le origini di ogni singolo personaggio. Lo ha fatto la Marvel e lo sta facendo la DC, in previsione della pellicola dedicata alla Justice League. Diretto da Patty Jenkins e prodotto da Zack Snyder (e signora), Wonder Woman è decisamente un film pieno di difetti, un prodotto che sa intrattenere per una porzione, ma che poi ricade in una ripetitività scenica che fatica a coinvolgere fino in fondo. La storia è quella di un’amazzone che scopre il suo destino e che mostra tutta la sua ingenuità all’interno di un mondo popolato da cattiveria e brutalità. Una sorta di “pesce fuor d’acqua” (emblematiche le scene che la vedono protagonista nelle strade di Londra con spada e scudo) che crede nella bontà del genere umano, nonostante questo sia stato contagiato dal seme della follia dal dio della guerra Ares.

Riferimenti mitologici e sacrificio nelle terre di nessuno della Grande Guerra scandiscono l’avventura sullo schermo cinematografico, che narra le origini di un’eroina che è, ancora, troppo lontana dall’immaginario fumettistico. Film che rinnega la classica fotografia desaturata (etichettata dalla stessa regista come troppo nostalgica) e che preferisce colorazioni più accese (nonostante la cupezza della guerra), Wonder Woman ha le sembianze del “fumettone” superficiale, laddove i temi (l’amore muove tutto e può salvare il genere umano) faticano a catturare l’appeal nello spettatore.

Accompagnato dalle classiche sequenze ralenti care al produttore Snyder, Wonder Woman presenta Diana di Themyscira, ma non racconta l’eroina a stelle e strisce, quel personaggio iconico (e seducente), che incarna l’emancipazione femminile e rappresenta la vera antitesi di un universo dominato da supereroi pieni di testosterone.

Uscita al cinema: 1 giugno 2017

Voto: **1/2

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