Le cose che verranno di Mia Hansen-Love: la recensione

Tratteggio psicologico di un “futuro” incerto

Mia Hansen-Love tratteggia il “futuro” (L’avenir del titolo originale) di una borghese insegnante di filosofia. Il risultato è un film che sa parlare della classe benestante senza invettive particolarmente accese. E che dimostra le capacità registiche della Hansen-Love (abile nel cogliere le quotidianità di un cambiamento), fine psicologa dell’animo umano, che fa pesare l’importanza della sceneggiatura nei confronti dell’immagine.

Nathalie è una professoressa di filosofia leale e onesta, che si prende cura della famiglia e dell’anziana madre, ormai sfinita dalla vita. Quando suo marito le confessa un tradimento, il mondo le crolla addosso e decide di rifugiarsi presso un suo ex-allievo, brillante e anarchico.

Mia Hansen-Love è una regista particolarmente ispirata e, dopo aver presentato al pubblico due “trattati” sui giovanissimi (Un amore di gioventù ed Eden), stavolta decide di misurarsi con l’età più avanzata di una donna borghese, che deve affrontare il tradimento del marito, il progressivo allontanamento da parte dei figli ormai grandi, l’ossessività di una madre pazza e le variazioni di marketing della sua collana letteraria. Avvenimenti che si susseguono e producono un importante impatto nei confronti di colei che non ha mai messo in pratica ciò che insegnava durante le lezioni. A ricordarglielo è il suo “protetto”, che legge Zizek e la biografia di Unabomber, che s’impegna civilmente attraverso la protesta e che cerca in una vita bucolica pace, relax e ispirazione.

La regista transalpina “legge” la quotidianità borghese senza esibire gesti eclatanti, racconta di un tradimento senza esasperare i dialoghi, anzi riesce a narrare le possibilità di un futuro prossimo di una donna che singhiozza quando “abbandona” la madre in una casa per anziani, affermando che si sentiva “odore di morte”. Le cose che verranno è una commedia drammatica che mette in evidenza l’ottima interpretazione di una Isabelle Huppert in splendida forma, attrice in grado di sottolineare la psicologia e l’instabilità di un futuro di spaventosa libertà.

Le cose che verranno ostenta un sottile umorismo e una lieve tristezza, laddove il riflesso delle proprie azioni produce un’analisi introspettiva votata a un futuro diverso da ciò che s’immagina. Un corposo e verboso lavoro psicologico, che mette a confronto l’agiato e confortevole quotidiano borghese con la “rivoluzione” giovanile che guarda a un futuro più insicuro e senza certezze.

Uscita al cinema: 20 aprile 2017

Voto: ***1/2

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