I Puffi – Viaggio nella foresta segreta di Kelly Asbury: la recensione

Il coraggio di Puffetta e la forza della comunità

Terza opera dedicata ai Puffi (e prima interamente animata), I Puffi – Viaggio nella foresta segreta è semplice e lineare, un film adatto al pubblico dei più piccoli che viene facilmente attratto dalla figura di Puffetta e dalla goffa ironia dei suoi compagni di viaggio.

Puffetta sta attraversando una crisi d’identità e si chiede che cosa sia realmente, essendo l’unica femmina all’interno di un villaggio di soli maschi. Un giorno, a ridosso del muro che separa il villaggio dalla foresta proibita, s’imbatte in un suo simile e vuole assolutamente scoprire qualcosa in più.

Se le prime due avventure mostravano i Puffi in giro per il mondo (New York e Parigi) e avevano come unici personaggi in carne e ossa Gargamella e Patrick Winslow (l’amico dei piccoli ometti blu, impersonato da Neil Patrick Harris), I Puffi – Viaggio nella foresta segreta è un’avventura che si svolge interamente nel mondo dell’animazione. Una scelta saggia? Probabile, anche perché il filone live action aveva prosciugato le idee e tirato il fiato nelle ultime battute del secondo episodio. E allora ecco che le cose cambiano, la protagonista assoluta diviene Puffetta, affiancata da Tontolone, Forzuto e Quattrocchi, e il classico spirito di coesione e partecipazione fa la sua parte.

Film semplice e lineare, I Puffi – Viaggio nella foresta segreta mette in mostra il sacrificio e la capacità di sapersi aiutare l’un l’altro; un punto di vista condivisibile che deve passare oltre la quarta parete cinematografica e instillarsi nel piccolo pubblico che assorbe come una spugna ogni insegnamento che pende dalle labbra di Grande Puffo e compagnia. È questo l’obiettivo di un’opera simpatica, che si lascia guardare distrattamente e che indaga un poco più a fondo il personaggio di Puffetta (insicura e poco conscia dei suoi pregi e difetti). Difatti ciò che appassiona il pubblico è la situazione dell’unica ragazza del villaggio di Pufflandia, colei che non comprende il proprio posto nel microcosmo blu.

Umoristico ed elementare, il film diretto da Kelly Asbury difficilmente può coinvolgere un pubblico eterogeneo. Un “limite” che l’animazione “da famiglia” ha già affrontato anni fa (la Pixar insegna), ma che non tutti hanno recepito; alcune volte, come in questo caso, si è preferito ricalcare qualche situazione divertente per poi concentrarsi su uno sviluppo narrativo (concettualmente) meno stratificato e più semplice da comprendere.

Uscita al cinema: 6 aprile 2017

Voto: **1/2

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