Famiglia all’improvviso di Hugo Gélin: la recensione

Commedia drammatica che possiede uno spirito guascone

Ispirato al film messicano Instructions not Included di Eugenio Derbez, Famiglia all’improvviso ne ricalca svolgimento e obiettivo. Ciò che rende la versione francese più interessante è la presenza di Omar Sy insieme alla confezione umoristica e drammatica, che si rivela una notevole calamita di pubblico.

Samuel è un eterno adolescente, vive perennemente in vacanza e si diletta nel rimorchiare donne. Un giorno Kristin (una sua vecchia fiamma) gli presenta sua figlia e scompare immediatamente dopo. Samuel la rincorre a Londra, ma otto anni dopo lui e la figlia Gloria sono ancora insieme, legati più che mai.

Se si dovesse essere sinceri si dovrebbe parlare di una scopiazzatura in tutte le sue parti (nulla viene spostato, cambiato o approfondito con maggior vigore drammaturgico); l’unico elemento che viene intaccato è l’ambientazione, che si sposta da Los Angeles a Londra. Famiglia all’improvviso è una trasposizione in salsa transalpina di un prodotto che ha sbancato letteralmente in Messico quattro anni fa e che è diventato il film messicano più visto negli Stati Uniti nella storia del cinema. Una sorta di minestra riscaldata, che però si distanzia dall’originale in termini di messinscena e resa filmica; infatti, laddove il film di Derbez scadeva in mezzi tecnici, Famiglia all’improvviso eccelle e restituisce al pubblico un prodotto gradevole e realizzato con più stile. Senza dimenticare il fattore Omar Sy che, come afferma giustamente Gianluca Arnone nella sua recensione del film su Cinematografo.it, è un “genere cinematografico”. Infatti la sua recitazione (sempre sul filo del rasoio tra la risata sguaiata e la riflessione drammatica) aderisce perfettamente a una tipologia di cinema che accoglie i buoni sentimenti (l’affezione di un padre che lotta per la figlia, la responsabilità che ha nei suoi confronti, l’importanza di gestirne necessità e desideri, l’amore incondizionato) e li serve con cura a un pubblico smanioso di riceverli e di commuovercisi anche un po’ sopra.

Insomma si ha a che fare con la solita commedia drammatica a cui Omar Sy partecipa, un prodotto riconoscibile che possiede i suoi pregi; Famiglia all’improvviso è un’opera solare, che guarda alla vita, alla responsabilità di essere genitore e del sentirsi pienamente tale senza snaturare la propria indole fanciullesca. Un film che, nonostante tutto, possiede dei valori importanti e dei passaggi narrativi interessanti, che sanno attrarre il pubblico e coinvolgerlo in una storia d’amore genitoriale dal sapore assolutamente non banale. La mano di Hugo Gélin non si sente minimamente e ci si accorge di quanto questo film sia diretto “con il pilota automatico”, senza forzature e scivoloni evidenti. Tuttavia ci si chiede se Famiglia all’improvviso sia un film meritevole di lodi o se sia l’ennesimo film che può certamente coinvolgere, ma che fatica a rimanere nel cuore e farsi lungamente ricordare con tenerezza e sano umorismo.

Uscita al cinema: 20 aprile 2017

Voto: ***

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