Guardiani della galassia vol.2 di James Gunn: la recensione

Più analitico e introspettivo…comunque sempre spaccone e divertente

Torna la scanzonata banda di anticonvenzionali eroi in un centrifugato di musica (da cassetta) e ironico intrattenimento. Per questo secondo capitolo il regista Gunn ostenta uno sviluppo narrativo necessariamente differente ed è proprio questo approccio più introspettivo e analitico ad attrarre il pubblico, che si fa accompagnare volentieri in questa nuova avventura che può provocare dipendenza.

Assoldati dai Sovereign e braccati dagli stessi per aver rubato delle batterie, I Guardiani della Galassia sono costretti a dividersi in due gruppi: Rocket e Baby Groot sono braccati da Yundu e la sua ciurmaglia, mentre Star-Lord conosce finalmente suo padre e lo raggiunge sul suo pianeta insieme a Gamora e Drax.

Il pubblico nel primo capitolo ha imparato a conoscere lo sconclusionato gruppo di anti-eroi spaziali e ne ha pesato ambizioni e peculiarità; di conseguenza Guardiani della galassia vol.2 corregge il tiro e racconta i personaggi da un’angolazione differente, ne tratteggia difficoltà e difetti e quel che fuoriesce è il disegno di una “famiglia” dai rapporti instabili, che non lascia indietro un amico ma piuttosto si sacrifica per lui. Gunn, fortunatamente, riesce a non ripetersi, affronta ogni ostacolo con il sorriso sulle labbra (e con un’irresistibile colonna sonora anni 70-80) e prova a lasciarsi andare a un filo di commozione in chiusura di pellicola.

Guardiani della galassia vol.2 è una pellicola in cui non si sgomita di fronte alla macchina da presa e, se nel primo capitolo sembrava Star-Lord/Peter Quill il protagonista, in questa seconda avventura viene fatto spazio alle seconde linee, mossa vincente che permette a Rocket (instancabile cinico “bastardo”, che ostenta una, apparente, impenetrabile scorza dura), Drax (il vero “buffone di corte”) e Yundu (letale pirata spaziale dal cuore d’oro) di cogliere le luci della ribalta e farsi ammirare in tutto il loro umoristico splendore.

Nonostante un villain al di sotto delle aspettative (la Marvel prosegue nella sua incapacità nel costruire minacce concrete e accattivanti), un cameo di Stallone e l’eccessiva lunghezza (quantità non fa per forza rima con qualità), Guardiani della galassia vol.2 si apprezza perché si dimostra diverso dal serio e responsabile universo cinematografico Marvel, che ha ancora qualche cartuccia da sparare prima di congiungersi con Star-Lord e compagnia. E a proposito di ciò sovvengono dei dubbi: seguendo lo sviluppo narrativo della vicenda di questo secondo capitolo si nota facilmente quanto poco sia collegato con la macro-vicenda relativa alle sfere del destino (vero trait d’union delle vicende degli Avengers). Scelta saggia, concordata o interlocutoria, finalizzata all’allontanamento del progetto di Gunn dall’universo di Iron Man e Captain America? La risposta aleggia nel vuoto e nemmeno le cinque (!) scene dopo i titoli di coda chiariscono le idee.

Il film diretto da James Gunn è l’ennesima dimostrazione che una buona sceneggiatura può risollevare le sorti di un cinecomic e renderlo un prodotto di spessore e di felice e accattivante intrattenimento. Un’opera in cui la CGI lavora instancabilmente per restituire al pubblico un’attrazione da poter gustare con spensieratezza e coinvolgimento.

Leggi l’articolo anche su Persinsala

Uscita al cinema: 25 aprile 2017

Voto: ***

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