Boston: Caccia all’uomo di Peter Berg: la recensione

Intriso di retorica e patriottismo

Peter Berg mette in scena la ricostruzione dell’attacco terroristico avvenuto a Boston nell’aprile 2013 e dei giorni seguenti. Il risultato è Boston: Caccia all’uomo, un’infiocchettata confezione di 133 minuti nella quale patriottismo e retorica vanno a braccetto. Un film che inneggia all’eroismo comunitario e che sottolinea quanto il bene vincerà sempre sul male.

Boston, 15 aprile 2013. Durante la famosa maratona cittadina esplodono due bombe, che causano panico tra la folla. In tempi rapidissimi le videocamere di sorveglianza permettono l’identificazione dei due terroristi. L’FBI e la polizia di Boston cominciano a cercarli, ma solamente con l’aiuto della città riusciranno nell’arduo compito.

Il titolo originale del film (Patriots Day) non è casuale e pone in evidenza l’approccio del regista e il suo obiettivo. Perché sarebbe sminuente pensare che la pellicola di Berg sia esclusivamente uno spassionato e tragico ricordo del secondo più grande attentato terroristico avvenuto sul suolo americano; Boston: Caccia all’uomo è un prodotto che parla di patriottismo, quello viscerale che accomuna il popolo statunitense e che gli fa credere di poter sconfiggere il male con l’unità. E sotto questo punto di vista Berg non si nasconde, sottolinea con forza il suo scopo e la volontà di rendere Boston un personaggio rilevante per lo svolgimento della vicenda. Tuttavia come si colloca questo potente veicolo di propaganda contro il “terrore” all’interno di un film che segue lo schema dei più classici thriller, con protagonista un poliziotto alle prese con una minaccia imminente? Facendo capolino con qualche “sermone” sulla libertà e sull’amore, con affermazioni che facilmente cavalcano la necessità di un gesto eroico. Si tratta di retorica spicciola, di banalità da dibattito elettorale, eppure i dialoghi e le battute non sembrano inserite in maniera forzata e non paiono prive di fondamento all’interno di un prodotto che è pienamente al servizio di quella retorica.

E allora ci si accorge di quanto non sia deprecabile il lavoro di Berg, che mostra l’eroe nell’uomo comune e nel poliziotto e ostenta la forza di rialzarsi degli uomini e delle donne mutilate dagli ordigni. Il resto del film è una celebrazione del lavoro delle forze dell’ordine e un approfondimento caratteriale dei due terroristi (quasi per caso), laddove il fratello minore è succube dell’idealismo del fratello maggiore e l’inettitudine di entrambi li rende più pericolosi e meno gestibili.

Boston: Caccia all’uomo è un tipo di cinema che prova a trasmettere commozione con la carrellata di testimonianze a fine pellicola o tramite gli appassionati discorsi di un Mark Wahlberg ispirato. Non ci riesce e questo è chiaramente un punto a sfavore.

Uscita al cinema: 20 aprile 2017

Voto: **1/2

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