Fast & Furious 8 di F. Gary Gray: la recensione

Proteggere la famiglia…sempre

Ottavo film di una saga che va alla forsennata ricerca di un intrattenimento sempre più paradossale, Fast & Furious 8 pone (ancora una volta) l’importanza della famiglia al centro della vicenda. Un argomento che, pur essendo pericolosamente ridondante, trova il modo di insinuarsi sottopelle e condurre a conclusione l’ennesimo film con protagonista Dom Toretto e la sua squadra.

Dom è in luna di miele a Cuba con Letty. Un giorno viene avvicinato da una donna, che gli mostra un video e che gli assicura che da quel momento lavorerà per lei. Ed è così che Dom finisce per tradire la sua squadra, assecondando le richieste della pericolosa hacker Cipher.

Gli ultimi due capitoli dell’eterno franchise Fast & Furious dovevano essere gli ultimi e la morte di Paul Walker sembrava aver fatto il resto. Invece la saga prosegue in modo imperterrito senza deragliare in direzione di una ricerca d’intrattenimento con minor testosterone o adrenalina. Eppure, in questo ottavo capitolo, sono le donne che prendono il sopravvento (Charlize Theron e Michelle Rodriguez) nei confronti di una pattuglia di maschi, che risolve le situazioni intricate alla guida di ogni veicolo conosciuto sulla faccia della terra. Infatti se la Theron è la furia che non placa il suo desiderio di “responsabilità”, la Rodriguez è colei che, nonostante tradimenti di vario genere, incarna l’affetto e l’amore per Dom Toretto.

Intrattenimento che prevede un “traguardo” in fiamme alla guida di un “macinino” in contromano, una fiumana di automobili prive di un guidatore e uno spettacolare “salto del sottomarino”, Fast & Furious 8 continua a far divertire e trova l’espediente per rendere meno monotono il tema della famiglia, quella di sangue e quella che si sceglie per il resto della vita. Insomma si è di fronte a un paradossale gioco in cui le macchine (veloci) fanno la loro parte e si ritagliano il proprio spazio, mentre l’action spy padroneggia ed è sempre più vivido negli occhi degli spettatori. Perché non si può non rimanere coinvolti dalle surreali evoluzioni, dalle evasioni in punta di fioretto e dai folli inseguimenti sul ghiaccio siberiano; dopotutto l’intento di Fast & Furious 8 è quello di rapire l’interesse del pubblico e fargli vivere un’avventura velatamente umoristica (le freddure sono all’ordine del giorno) senza paracadute e senza pretese.

Pellicola che tocca vari punti del globo terrestre (L’Havana, Berlino, New York e uno sconosciuto luogo nella sperduta Russia), Fast & Furious 8 mantiene alta la tensione e mostra i muscoli grazie alla presenza di Vin Diesel (protagonista e produttore del film), di Dwayne Johnson e al gradito ritorno di Jason Statham (portatore di un humour inglese da leccarsi i baffi).

Fast & Furious 8, nonostante l’assenza di Paul Walker, rincara la dose e trova nuovi appigli per intrattenere con estremo surrealismo. Un prodotto che non si rinnova, che ricalca le linee guida dei precedenti capitoli, ma che non smette di spingersi oltre le comuni regole di genere. Un vero concentrato di adrenalina che non lascia spazio alla noia e che ostenta citazioni a effetto, che esplicano concetti come la vendetta, la responsabilità e il rispetto.

Leggi l’articolo anche su Persinsala

Uscita al cinema: 13 aprile 2017

Voto: ***

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