Jackie di Pablo Larrain: la recensione

53395La moglie, la madre, la donna e la first lady

Secondo biografico atipico appartenente alla fortunata filmografia del cileno Larrain, Jackie racconta il personaggio di Jacqueline Kennedy, nel momento in cui la Storia e la sua vita cambiano inevitabilmente. Una prospettiva differente (personale, intima e, allo stesso tempo, riveduta e corretta) che consegna allo spettatore un coinvolgente percorso, che attraversa i frammenti dei ricordi della “donna famosa più sconosciuta dell’era moderna”.

1963. Una settimana prima John F. Kennedy viene assassinato a Dallas e su tale avvenimento Jacqueline Kennedy viene intervistata da un giornalista di Life.

Se Neruda evocava l’arte e la parola del poeta cileno, Jackie è un biografico maggiormente aggrappato alla figura che vuole rappresentare. Difatti l’ultimo film di Pablo Larrain (presentato in Concorso a Venezia 73) offre spunti di riflessione attraverso la delineazione di un personaggio che ha, involontariamente, segnato la Storia (“non ho mai voluto la celebrità, sono solo diventata una Kennedy”) e consegnato alla popolazione di tutto il mondo il mito di JFK. Perché il regista vuole catturare l’immagine patinata e scintillante della coppia americana e della sua storia, che veniva accostata (dalla stessa Jackie) alla bellezza letteraria della Camelot di Re Artù, un’epoca (presidenziale) idilliaca terminata con la prematura dipartita di Kennedy.

Ma non solo, perché ciò che viene ostentato dal prodotto di Larrain è il tratteggio di un dolore personale, che trova la sua ideale rappresentazione in quel vestito rosa imbrattato di sangue che Jackie fatica terribilmente a togliere di dosso. Composto da immagini gonfie di significato e che rimangono indelebilmente impresse a fine visione, Jackie è la precisa narrazione di una porzione di tempo (prima, durante e dopo l’assassinio di JFK), nella quale la necessità di preservare il ricordo dell’operato del presidente è un commiato doveroso.

Opera magnetica (la macchina da presa sembra innamorata di Natalie Portman) e mimetica (la somiglianza dell’attrice con Jacqueline è sorprendente), Jackie è un film sulla solitudine del dolore, nel quale le stanze della Casa Bianca sembrano spazi vuoti impossibili da riempire. Insomma si è di fronte all’ennesimo brillante film di un regista che è in grado di plasmare la materia umana in maniera personale, al fine di restituire al pubblico dei ritratti vividi e anticonvenzionali, lontani dal classico formato asettico hollywoodiano. Inoltre Larrain è capace di costruire una prospettiva nuova, entrando nell’intimità del personaggio in modo da creare qualcosa di credibile, assolutamente condivisibile, ma difficilmente replicabile.

Uscita al cinema: 23 febbraio 2017

Voto: ****

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