L’ora legale di Ficarra e Picone: la recensione

53496Meritarsi l’onestà

Opera diretta e interpretata da Ficarra e Picone, L’ora legale si rivela un film che possiede qualcosa da dire. Un pregio che però trova nella resa finale più di un intoppo narrativo.

Salvo e Valentino sono cognati e gestiscono, nel piccolo paesino di Pietrammare, un chiosco nella piazza principale. Pierpaolo Natoli, professore della scuola e cognato di entrambi, si candida a sindaco contrapponendosi al primo cittadino Patané, un concentrato di corruzione e malaffare. Alle elezioni vince a sorpresa Natoli e comincia a instaurare un rigido rispetto delle regole, che fa insorgere la popolazione che lo aveva votato con largo consenso.

L’idea che i due comici siciliani hanno avuto non è solamente buona, ma ottima. Tuttavia si ha la netta sensazione che qualche ingranaggio non sia stato ben oliato e che abbia compromesso la totale riuscita del film. E probabilmente il problema più importante è la regia di Ficarra e Picone, che fanno una fatica enorme a sganciarsi dalla formula che affligge buona parte delle commedie: far ridere ridicolizzando. Purtroppo i due registi cercano la soluzione in modo sbagliato ovvero forzando la mano su ciò che lascia il segno più evidente a fine visione, in modo positivo o negativo. Difatti i comprimari e le spalle comiche non rendono alla perfezione a causa di una costruzione dei personaggi molto macchiettistica, che invece di allargare lo sguardo finisce per restringerlo, non permettendo allo spettatore di immedesimarsi. E questo è l’elemento più importante per un film che vuole far passare attraverso le immagini un concetto condivisibile e di facile comprensione.

L’ora legale inneggia all’onestà e alla legalità, ma poi dimostra quanto noi (il popolo italiano) non siamo in grado di mantenerle e accettarle. È questo il discorso che Ficarra e Picone intraprendono nel loro nuovo film, peccato che le macchiette disseminate lungo l’intera durata della pellicola (il prete che non vuole pagare l’IMU, i vigili che non hanno mai fatto una multa e chi invoca i Carabinieri a ogni discussione) finiscono per rendersi controproducenti, perché non provocano la minima risata e finiscono per rendere meno verosimile l’intera vicenda.

Amara parabola e specchio di un’Italia che vorrebbe l’onestà, ma che, nella maggior parte dei casi, non sembra in grado di “accoglierla”, L’ora legale è la commedia di spirito civile che s’impegna nel far riflettere. Peccato che la disperata ricerca del sorrisino a tutti i costi non permetta agli altri ingranaggi di funzionare alla perfezione.

Ficarra e Picone hanno costruito il film partendo da una buona idea, che però non trova la corretta corrispondenza con il pubblico italiano, che si vede rappresentato da un manipolo di caratteristi dalla dubbia efficacia. Un peccato che impedisce al film di possedere uno sguardo più allargato e coinvolgente (l’intento è proprio quello) che condanni con maggior vigore i malaffari di ogni amministrazione e della conseguente classe politica. Un messaggio che non è lanciato casualmente e che non fa uso di metafore complesse, anzi va dritto al punto senza lasciare tracce o indizi.

Uscita al cinema: 19 gennaio 2017

Voto: **1/2

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