150 milligrammi di Emmanuelle Bercot: la recensione

locandina04Erin Brockovich alla bretone!

Diretto da Emmanuelle Bercot e tratto dal romanzo scritto dalla dottoressa Irene Frachon, 150 milligrammi è la storia di un medico qualunque contro i poteri forti della farmacia. Un film che sa intrattenere e informare, ma che tende (a causa dell’eccessiva lunghezza) a essere ridondante e retorico.

Una pneumologa dell’ospedale di Brest trova una correlazione fra l’assunzione del farmaco Mediator e la morte di alcuni suoi pazienti. Comincia così una lunga battaglia per far ritirare il medicinale in commercio da trent’anni.

Cinema civile che si mette dalla parte del malato e che è ispirato ai fatti realmente accaduti tra il 2009 e il 2010, 150 milligrammi è decisamente un buon film, perché con fare indagatore e investigativo racconta la storia della dottoressa Frachon e la sua personale battaglia contro un famoso farmaco dietetico (il Mediator) che causava complicazioni a livello cardiaco. Un film che si prende l’attenzione necessaria per dimostrare gli interessi dei poteri forti a discapito di malati sacrificabili e che sa farsi seguire fino alla conclusione. E grande merito va all’interpretazione di Sidse Babett Knudsen, un’attrice che riesce a portare su pellicola tutta la bizzarria del carattere della dottoressa protagonista, pronta a tutto pur di vincere una lotta in cui crede fermamente.

La Bercot segue come modello cinematografico Erin Brockovich di Steven Soderbergh, riempie il suo film di colpi di scena processuali, velate minacce, censura preventiva e terra bruciata intorno alla protagonista, ma ciò che non aiuta la pellicola è la lunghezza della stessa. Difatti si ha la sensazione di assistere a una vicenda che inciampa in qualche ripetizione di troppo; i dettagli si sommano, ma uno snellimento della trama avrebbe permesso a 150 milligrammi di possedere più ritmo.

Pellicola che richiede la costante attenzione dello spettatore (che si può indignare o semplicemente ritenersi informato di una vicenda che ha avuto un buon risalto mediatico in Francia), 150 milligrammi è cinema socialmente impegnato, che si mette dalla parte del più debole e che cerca il patetismo con qualche scena eclatante. La Bercot mette su un piedistallo la sua eroina, che tra paura di essere messa a tacere e voglia di far sentire la propria voce, si fa spazio sgomitando furiosamente. Proprio come farebbe una coriacea bretone.

Uscita al cinema: 8 febbraio 2017

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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