La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson: la recensione

poster01La guerra del soldato disarmato

Pellicola bellica in cui si sente un vago richiamo a un classicismo hollywoodiano di genere, La battaglia di Hacksaw Ridge contiene diversi punti di vista e differenti chiavi di lettura perché se la guerra sembra un affare necessario, si può anche combattere senza imbracciare un fucile.

Desmond Doss, giovane cresciuto sulle montagne della Virginia e in una famiglia in cui il padre è un violento alcolizzato, decide di arruolarsi nell’esercito. Tuttavia lui è un cristiano avventista del settimo giorno e un obiettore di coscienza; il suo scopo sarà quello di aiutare i suoi compagni d’avventura senza mai imbracciare un fucile.

È convincente e ambiguo il nuovo prodotto diretto da Mel Gibson perché, se da una parte c’è la volontà di raccontare la storia di un soldato fermamente ancorato alla fede e deciso a non uccidere (proprio come afferma un comandamento di Dio), dall’altro lato della barricata infuria la guerra ai Giapponesi, un conflitto necessario, che solamente con copiose dosi di patriottismo e sacrificio si può vincere. La battaglia di Hacksaw Ridge è uno e trino, ostenta la brutalità di uno scontro armato (Gibson non risparmia nulla allo spettatore, le budella e i corpi mutilati sono lì in bella mostra), ma è convinto che il mondo si stia autodistruggendo con le proprie mani.

Accompagnato da delle sequenze di guerra di crudissimo realismo, La battaglia di Hacksaw Ridge insegue il destino eroico di un uomo che non abbassa la guardia di fronte a chi lo vuole obbligare a imbracciare un’arma, strumento mortale che Dio non ammette nei suoi insegnamenti. Primo obiettore di coscienza insignito della Medaglia d’Onore del Congresso e avventista del settimo giorno (non lavora il sabato e non mangia carne), Desmond Doss è il protagonista di un film che accattiva l’occhio dello spettatore con delle “coreografie” belliche praticamente perfette (il promontorio di Okinawa è un inferno di fumo, sangue e fango). Nel mentre l’ideologia risulta contaminata; Desmond difatti è estremo nel suo fervido patriottismo ed è contemporaneamente convinto di poter salvare un altro soldato con l’aiuto del Signore, senza esplodere nemmeno un colpo di fucile.

Film in cui il sangue scorre a fiotti, le preghiere si sprecano (rinfrancare le truppe è una questione religiosa) e l’enfasi è un evidente approccio registico, La battaglia di Hacksaw Ridge è cinema di genere portato all’estremo da un regista che non scansa mai la macchina da presa. Un film nel quale la retorica si fa sempre più presente ed è salda come la fede del protagonista, imperscrutabile eroe che getta il cuore oltre le linee nemiche e che sacrifica tutto pur di rendere un utile servizio al proprio paese.

Uscita al cinema: 2 febbraio 2017

Voto: ***1/2

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