La La Land di Damien Chazelle: la recensione

crhirsww8aad6tySognare si può…soprattutto a Hollywood

Musical dedicato ai sognatori, ai folli e agli innamorati, La La Land è il romantico richiamo di un genere che, in passato, ha fatto le fortune degli Studios americani. Un prodotto costruito per vincere l’Oscar e che coinvolge principalmente i nostalgici di un cinema che non esiste più.

Mia è un’aspirante attrice che, mentre passa da un provino all’altro, serve cappuccini alle star di Hollywood. Sebastian è un musicista jazz che si guadagna da vivere suonando. I due s’incontrano e ne nasce un rapporto che cresce grazie alla reciproca volontà di realizzare il sogno del successo.

La La Land è un film indubbiamente ben realizzato, un prodotto carico di colore e calore, che alterna ironia, intromissioni musicali e puro romanticismo. Insomma Damien Chazelle ha costruito in modo ineccepibile una pellicola dal facile appeal, che esibisce le due ottime interpretazioni (interpretative, canore e danzanti) di Ryan Gosling (l’eroe romantico che non ti aspetti) ed Emma Stone, unite a un apparato filmico contraddistinto da un montaggio frenetico e da una fotografia satura di colori pastello. Tuttavia l’impressione a fine visione è quella, non solo di aver assistito a un’esperienza appagante, ma anche di aver assistito a un film “furbo”, che possiede tutte le carte in regola per stravincere i prossimi Academy Awards. Difatti La La Land non si può definire un film di rottura e nemmeno un prodotto che può accendere discussioni; La La Land mette tutti d’accordo e ostenta quella nostalgia anni Cinquanta che al pubblico e alla giuria degli Oscar piace assai. Assolutamente nulla da recriminare a Chazelle (regista che si è fatto notare con l’ambizioso e distruttivo Whiplash), nonostante ciò La La Land è il film giusto per ripulire l’immagine di Hollywood, industria di sogni negli ultimi bistrattata e considerata la Mecca del peccato, la distruttrice di sogni per antonomasia.

Mantenendo come sottofondo musicale e tematico il jazz (genere considerato morto come il musical, entrambi riportati in auge da Chazelle), La La Land è una storia d’amore e d’ambizione (tema ricorrente nel cinema del regista), nella quale il pragmatismo vince su tutto e preferisce scansare il romanticismo. Difatti il finale della pellicola lascia intravedere una maggior verosimiglianza piuttosto che evidenziare un romanticismo posticcio e retorico, anche se (forse) sarebbe bastato un bacio per riscrivere la felicità.

Non riroponendo il serrato e ritmato montaggio di Whiplash, La La Land ostenta una regia più armoniosa, che azzarda qualche carrellata fluida in più e meno rigore. Insomma si è di fronte a un prodotto costruito con cura e dovizia di particolari, che si fa ammirare (la sequenza del ballo tra le stelle è molto suggestiva) e applaudire. Nonostante dimostri maggiori difficoltà nella seconda metà a causa della necessità di rendere più lineare e convenzionale la narrazione (il successo porta incomprensioni e l’incomprensione porta alla catarsi), La La Land è un film impeccabile nella prima ora, nella quale si assiste a una continua esplosione di colori e si viene insistentemente invitati a ballare.

Chazelle rinsalda il legame di Hollywood con il proprio pubblico mostrando la sfavillante macchina dello spettacolo perfettamente all’opera e ancora in grado di sfornare ammaliante bellezza. Una rigogliosa terra promessa, in cui il sogno di una vita migliore possiede ancora il suo peso specifico. Che sia davvero così?

Uscita al cinema: 26 gennaio 2017

Voto: ***1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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