Mister Felicità di Alessandro Siani: la recensione

locandina5Quanta banalità nella rom-com di Siani

Commedia diretta e interpretata da Alessandro Siani, Mister Felicità possiede l’ovvietà delle frasi fatte e l’ottimismo di facciata di chi in realtà sta mascherando una desolante tristezza. Insomma un prodotto che conferma quanto il comico napoletano non sia in grado di costruire una vicenda più consistente e coinvolgente.

Martino è uno spiantato parcheggiato sul divano della sorella Caterina, che svolge il lavoro di domestica presso la casa del dott. Gioia, un mental coach che ridà fiducia a chi ne ha bisogno. Quando Caterina subisce un incidente, Martino deve sostituire la sorella presso il dott. Gioia, che lo lascia solo in casa perché deve partire per un viaggio. Durante il suo periodo d’assenza, Martino comincia a rispondere alle telefonate di lavoro del dottore, spacciandosi per Mister Felicità. E sarà Arianna a farlo vacillare.

Ennesima favola contemporanea dai risvolti romantici, Mister Felicità predica ottimismo e afferma di aver scoperto l’elisir di eterna felicità: l’amore. Un’affermazione velatamente pretenziosa e che dimostra quanto sia povero d’idee e privo di spessore il cinema di Siani. Difatti il comico napoletano scimmiotta Troisi (ancora una volta) e si adagia sulla banalità di citazioni come: “la felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi dopo ogni caduta”. Frasi che inquadrano il mood, ma che sciorinano verità da Baci Perugina. E Mister Felicità è gonfio di tali ovvietà e si fatica terribilmente a non farci caso e proseguire la visione fino alla conclusione.

Accompagnato da un Diego Abatantuono sottotono (interpreta un mental coach che predica felicità in quantità come lenitivo e rinvigorente per la vita e si chiama dott. Gioia) e da Carla Signoris (donna tutta d’un pezzo, che non disprezza le maniere forti), Alessandro Siani è chiaramente incapace nell’approcciare il cinema senza diventare la macchietta di sé stesso e senza cercare delle scappatoie romantiche che rendono la vicenda più “luminosa”, ma anche maggiormente inverosimile. Mister Felicità è la terza prova in solitaria di un interprete che fatica a far ridere e che indugia su una tipologia di comicità che, affidandosi alla ridondanza e al tormentone, finisce per stancare. In fin dei conti la pellicola di Siani è un autentico carrozzone dei buoni sentimenti (baciato dal sole del Trentino e dal suo suggestivo panorama), che però evidenzia una carenza d’idee e d’innovazione senza pari.

Uscita al cinema: 1 gennaio 2017

Voto: **

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