Silence di Martin Scorsese: la recensione

silence-trailer-italiano-foto-e-locandina-del-film-di-martin-scorsese-1Poteva essere un capolavoro

Prodotto estremamente diverso dalla filmografia precedente, Silence è considerato da Scorsese il film della vita, una sorta di testamento spirituale che evidenzia il punto di vista del regista sul tema della fede. Un prodotto che esibisce un dibattitto interiore, laddove le domande si inseguono a vicenda, mentre le risposte si dimostrano prive di esaustività, impossibile da restituire allo spettatore.

1633. Due giovani gesuiti (Padre Rodrigues e Padre Garupe) rifiutano di credere che il loro maestro spirituale (Padre Ferreira) abbia abiurato per salvarsi la vita. I due decidono di partire per l’Estremo Oriente, pur sapendo che in Giappone i cristiani sono ferocemente perseguitati.

Definito dallo stesso Scorsese il film della vita, Silence è qualcosa che sembrerebbe non rientrare nella sfavillante filmografia del regista italo-americano. Infatti la forma e il contenuto mostrano un’evidente distanza con il passato: il maniacale controllo dell’inquadratura e dell’immagine rappresenta il cambio di forma, mentre la complessità tematica, che si esplica su più strati e si annida nei pensieri del pubblico, evidenzia la variazione contenutistica. Perché Silence è un film meditativo e il suo non essere immediato lascia uno strascico di domande dietro di sé.

Nonostante l’ingiustificata lunghezza (161 minuti in cui il silenzio di Dio e il dilemma interiore straziano il protagonista impersonato da Andrew Garfield), Silence è un prodotto che vanta molti pregi, visibili tutti dopo un’attenta sedimentazione. Difatti c’è la ferrea sensazione che il film sia preciso e compiuto in alcuni punti e non nella sua interezza; un’opera che andrebbe sezionata e analizzata per carpire al meglio il messaggio e il punto di vista di Scorsese sulla fede e sulla sua ambiguità.

Contrappuntato da una necessità di misericordia a fronte della fedeltà alla Parola (spesso confusa con il volere della Chiesa), Silence si pone interrogativi e mette in evidenza la partecipazione distaccata di un regista che lascia sedimentare il tema e lo fa crescere. Perché nonostante il pensiero di Scorsese preferisca l’umano e la sua innata debolezza (per salvare se stesso e gli altri), l’autore sottolinea e non rinnega il sacrificio dei martiri, il cui sangue è il seme della Chiesa. Eppure Scorsese predica una fede interiore e intima, laddove l’arroganza di chi crede di poter cambiare il mondo facendosi portatore della Verità assoluta, rivela un atteggiamento fallace e controproducente. Una ricerca della voce di Dio nell’assoluto silenzio del dolore che porta con sé dilemmi e ostenta la fragilità di un sistema eretto dagli uomini e non dal Divino. E allora ecco che viene difficile condannare il gesto (seppur carico di un significato profondo e materialista) se perpetrato attraverso la consapevolezza che la fede può vivere e nutrirsi della propria interiorità.

Silence è un film che si fa portatore di un messaggio importante che, riuscendo a non scivolare nella becera retorica, è in grado di farsi vivido attraverso la suggestiva fotografia di Rodrigo Prieto e grazie al controllo distaccato e maniacale di Scorsese, un regista che nel raccontare la vicenda dei “preti perduti” esibisce il suo sentimento e il suo credo intimo e personale. Un risultato che va oltre i ridondanti limiti di una pellicola che, soprattutto nella parte centrale, si accartoccia su se stessa e rischia di perdersi nell’esibizione della persecuzione giapponese nei confronti dei convertiti.

Film che si pone anche il provocatorio interrogativo riguardante il comportamento degli orientali (brutali carnefici o difensori della propria identità culturale?), Silence pone in primo piano la persona, scansa la religione e ostenta un dilemma esistenziale, nel quale non esistono risposte esaustive, ma solamente soluzioni di carattere individuale.

Uscita al cinema: 12 gennaio 2017

Voto: ***1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...