Passengers di Morten Tyldum: la recensione

48166Romantico passo a due nello spazio

Storia d’amore melodrammatica che utilizza la fantascienza esclusivamente come cornice, Passengers è un prodotto anonimo e parecchio noioso. Un film che ricalca Titanic e che mette in mostra due amanti “accidentali”.

A bordo della nave spaziale Avalon, cinquemila persone sono addormentate e sono in viaggio verso la colonia Homestead II. A causa di uno scontro con dei meteoriti, l’astronave subisce dei danni, una capsula si sblocca e Jim si sveglia con novantanni d’anticipo. Dopo di lui, Aurora subirà la stessa sorte.

Ci si aspettava decisamente qualcosa di più dal nuovo film di Morten Tyldum, colui che aveva deliziato il pubblico con l’interessante (e ben recitato) The Imitation Game; invece Passengers (prodotto diverso nell’intento e nella struttura narrativa) appare come una patinata storia d’amore con parecchi limiti e diverse situazioni al limite del ridicolo. Certamente non si assiste a uno spettacolo ignobile (è buona la fotografia e suggestiva l’ambientazione spaziale), tuttavia ciò che ruota attorno all’affiatamento della coppia Jennifer Lawrence – Chris Pratt è contorno che non aggiunge nulla allo svolgimento e che non riesce a rendere la love story realmente accattivante.

Nonostante si assista a un interessante dilemma morale del protagonista maschile (affogare in solitaria o trascinare qualcun altro?) e ad alcuni repentini cambi di tono (in successione si passa dalla fantascienza distopica al melodramma, dal thriller alla metafora matrimoniale), Passengers si attesta come prodotto dall’infimo interesse, che ostenta l’amore come unica, realistica e salvifica motivazione per vivere fino alla fine.

Portatore (in conclusione) di una filosofia esistenziale esibita in maniera sbrigativa, Passengers abbraccia la leggerezza e manifesta la sua vicinanza al Titanic di James Cameron, talmente ricalcato da far sorridere più di una volta.

Uscita al cinema: 30 dicembre 2016

Voto: **

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3 pensieri su “Passengers di Morten Tyldum: la recensione

  1. Visto ieri. Insomma, come film è una paraculata colossale e in quanto paraculata alla fine non mi è neppure dispiaciuto. D’altronde ormai la fantascienza pura sta pian piano morendo e utilizzata in questo modo è una cosa che mi piace sempre parecchio.

    • Mah…davvero??? La mia impressione è che è un classicissimo film romantico in cui, obiettivamente, la fantascienza non c’entra nulla. Se prendi la storia e le togli tutto quello che le ruota attorno hai un surrogato di Titanic (con anche le stesse battute)…comunque fidati la fantascienza pura non sta morendo…muore se viene utilizzata in questo modo (e lo dico a malincuore perché Tyldum mi aveva colpito con The Imitation Game e la Lawrence è un’attrice con talento)…alla prossima

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