Oceania di John Musker e Ron Clements: la recensione

oceania_posterClassico e discreto, Oceania possiede lo spirito leggendario

Nuova pellicola d’animazione targata Disney, Oceania è un classico a tutti gli effetti. Punteggiato da qualche canzone, caratterizzato da un’avventura formativa e da una morale ambientalista, il film diretto da John Musker e Ron Clements non stupisce, ma lascia discretamente appagati.

La leggenda racconta che il semidio Maui rubò il cuore della Dea della Creazione, per poi essere sopraffatto dal Dio del Fuoco e della Terra e scivolare nell’oblio. Da quel momento l’oscurità sta facendosi sempre più spazio, minacciando anche gli uomini. In un villaggio polinesiano una giovane ragazza, di nome Vaiana, sente il bisogno di superare il riff e solcare l’Oceano. Scoprirà ben presto che il suo destino sarà trovare Maui e convincerlo a restituire il cuore.

Ormai è palese: quando la Disney decide di produrre in autonomia si affida a modelli prestabiliti e decisamente più riconoscibili. Difatti Oceania (Moana negli States, ma in Italia il titolo è stato modificato per evitare attinenze con l’attrice Moana Pozzi) possiede tutti gli elementi fondamentali per venir etichettato come classico d’animazione: le canzoni che, puntualmente, fuoriescono dalla superficie narrativa e fungono da supporto d’intrattenimento, la storia che è chiaramente un’avventura formativa e di emancipazione adolescenziale e una morale di fondo, che stavolta si fa ambientalista. Il risultato è un prodotto discreto, che intrattiene a dovere e che prende spunto da qualche animazione del passato. Ad esempio il semidio Maui assomiglia molto a Hercules (solamente l’arroganza è diversa) ma, se per l’eroe greco le fatiche erano delle prove da superare, per Maui le “fatiche” sono attestati di stima e affetto da parte degli umani, esibiti sulla pelle dell’eroe polinesiano come tatuaggi e non su anfore celebrative; inoltre la pacata ribellione di Vaiana verso i suoi genitori assomiglia a quella di Merida in Ribelle.

Contraddistinto nuovamente da una eroina (Vaiana) che deve seguire il suo destino, Oceania è la coloratissima rappresentazione di una parte di Oceano (un vero personaggio aggiuntivo), solcato da una barchetta e portatore di onde gigantesche e pericolose, che cullano il viaggio di Vaiana, che deve “salvare” il mondo e dare un senso al suo popolo di coltivatori, che un tempo passava il tempo in mare. L’impresa della giovane Vaiana è ardua e complessa, ma ha grandi possibilità di successo a causa del fatto che la Disney non dimentica mai i buoni sentimenti, che fanno battere il cuore ed empatizzare con i protagonisti della vicenda. Un film che porta sullo schermo una leggenda molto ben costruita, caratterizzata da un buon ritmo e che sostiene a dovere il viaggio di Vaiana, nel quale i mostri e gli ostacoli sono in prevalenza.

Frizzante e, a tratti, divertente, Oceania è il prodotto senza troppe pretese, che però arrivando dopo Frozen e Zootropolis ha il difficile compito di mantenere alti i livelli di attrattiva e di essere un prodotto che non fa scendere le aspettative di un film di Natale Disney. E in fin dei conti la pellicola di John Muscker e Ron Clements non si disdegna affatto, fa conoscere al grande pubblico l’ennesima eroina che abbraccia il proprio destino e che ascolta il proprio cuore, ed esibisce un campanello d’allarme che afferma (candidamente) che è l’essere umano a distruggere, con le proprie mani, il pianeta su cui vive. Con l’aiuto dell’eroe oppure senza.

Uscita al cinema: 22 dicembre 2016

Voto: ***

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