Captain Fantastic di Matt Ross: la recensione

captain-fantasticL’educazione giusta sta nel mezzo?

Dramedy on the road, nel quale si fa particolarmente notare l’incisiva interpretazione di Viggo Mortensen, Captain Fantastic tratta il tema dell’educazione familiare e della sua influenza sugli adulti di domani. Una domanda che il film continua a porsi, senza però riuscire a dare (e a darsi) una risposta convincente.

Ben e la moglie hanno scelto di crescere i loro figli in una foresta, lontano dalla città e dalle sue influenze capitaliste. Sotto la guida del padre, i sei figli passano la loro giornata ad allenarsi in percorsi di sopravvivenza e studiano direttamente dai libri, cercando di coglierne la teoria e la conoscenza. Un giorno la morte della madre (malata e presso i genitori da tempo) li porta a dover intraprendere un viaggio che attraversa gli Stati Uniti per partecipare al funerale e accertarsi che le sue ultime volontà siano rispettate. Durante il viaggio Ben si ritroverà a mettere in discussione le sue idee educative.

È accattivante e coinvolgente l’opera seconda di Matt Ross, un film che mostra l’educazione ferrea di un padre-padrone, colui che alterna bastone e carota, che si dimostra schietto e intransigente, ma anche empatico e amorevole. Captain Fantastic ha l’enorme pregio di mostrare al pubblico l’intensa e brillante prova recitativa di Viggo Mortensen, che guida un cast di ragazzi che sanno sopravvivere in una foresta solamente con un coltello, esprimersi correttamente non avendo paura delle proprie idee, che conoscono la filosofia, la fisica e altre religioni, ma che si trovano in difficoltà nel momento in cui devono confrontarsi con la società. Perché la loro educazione deriva dai libri, dalla conoscenza diretta di un fenomeno, senza però averlo vissuto davvero. Il film si sofferma sulla delineazione lucidamente freak di un padre hippy, che festeggia il giorno di Noam Chomsky, rinnega il capitalismo e denigra il cattolicesimo perché è una forma di controllo delle menti. Captain Fantastic provoca a più riprese, mostra la riuscita di un’educazione familiare, ma, subito dopo, sottolinea l’assurdità del comportamento patriarcale. E allora il regista preferisce non prendere una convinta posizione, evidenziando le ragioni dell’uno e dell’altro. Una scelta che si rivela un limite per la pellicola, in cui si respira profondamente aria d’incompiutezza perché se è convincente l’adeguato approfondimento dei dubbi dei due ragazzi (l’uno è stato accettato da tutte le università migliori del paese, mentre l’altro nutre delle perplessità sulle reali scelte della madre defunta), che vogliono confrontarsi con il mondo per imparare a vivere (e non a sopravvivere), diversamente la società fatica ad accettare questa famiglia disfunzionale a causa della sua unicità.

Pellicola che trova terreno fertile nel momento in cui la commozione può farsi spazio e sommarsi alla consapevolezza di un padre che si chiede se ha agito con correttezza e nel bene dei propri figli, Captain Fantastic utilizza la famiglia per affrontare il tema del libero arbitrio e della responsabilità sociale nei confronti dell’individuo. Un film che non annoia e che pone delle interessanti domande, ma che trova nell’accomodante compromesso una variazione che smentisce lo spirito libero dell’intera operazione.

Uscita al cinema: 7 dicembre 2016

Voto: ***

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...