Un Natale al Sud di Federico Marsicano: la recensione

MATRIMONIO_SACUn disastro natalizio (?) baciato da un sole estivo

Contraddistinto da un cast imbarazzante (youtuber, ex naufraghi e cantanti che si ispirano a Sophia Loren) e da uno sviluppo frammentato e desolante, Un Natale al Sud è l’ennesima brutta figura del Boldi post cinepanettone. Difatti i prodotti realizzati in serie da Boldi (una volta all’anno, come le feste natalizie) sono la brutta copia del genere maggiormente denigrato d’Italia.

Peppino, un carabiniere milanese, e Ambrogio, un fioraio napoletano, insieme alle rispettive mogli si incontrano a messa il giorno di Natale. Entrambi scoprono che i rispettivi figli (Simone e Riccardo) hanno una relazione virtuale grazie all’applicazione Cupido 2.0. Decisi a mettere fine a questi rapporti, riescono a iscrivere i ragazzi all’evento annuale dell’applicazione. Ma per assicurarsi che tutto andrà per il verso giusto, Peppino e Ambrogio decidono di andare anche loro al ritrovo.

Era davvero un’impresa ardua fare peggio del precedente Matrimonio al Sud, eppure Un Natale al Sud ci è riuscito dimostrandosi un film senza capo né coda. Privo di uno sviluppo narrativo minimamente accattivante, colmo di equivoci, pseudo tradimenti, ragazzotti della rete raccomandati e incapaci di recitare (Simone Paciello in arte Awed, Riccardo Dose e Giulia Penna), il film diretto da Federico Marsicano è un guazzabuglio cinematografico che, già al primo attacco di dissenteria acuta dell’istrionico Enzo Salvi, meriterebbe un’interruzione anticipata dovuta alla mancanza cronica di decenza. Infatti pare che il cast collaudato (Biagio Izzo, Debora Villa, Barbara Tabita, Enzo Salvi, Paolo Conticini e Loredana De Nardis), al seguito di Boldi, non sia in grado di suscitare nemmeno un leggero sorriso e ostenti solamente una sequela di situazioni paradossali fortemente slegate tra loro. Un Natale al Sud non segue una linea diretta, vorrebbe parlare dei giovani (che s’inventano un lavoro su internet e non sembrano in grado di gestire una relazione che non sia virtuale), ma anche delle nuove modalità di approccio con l’altro sesso (applicazioni e siti d’incontri); nel mezzo di questo calderone di banalità moderne (trattate con il solito piglio volgare da un Boldi anacronistico) tre/quattro coppie che si intrecciano e provano (senza riuscirci) a tradire il rispettivo compagno/a.

Come se non bastasse il fuorviante titolo natalizio (le disavventure equivoche di Boldi e compagnia si svolgono durante un’assolata estate), Un Natale al Sud narra le gesta di un gruppo di caratteristi a bordo piscina, intenti a eccitarsi per un bel fondoschiena o a ululare per dei pettorali di marmo. Un film senza un contenuto e un contesto, privo di intrecci interessanti, ma pregno soltanto di scenette estemporanee, Un Natale al Sud è l’ennesimo buco nell’acqua di Boldi e stavolta il tonfo potrebbe essere importante perché ha voluto rischiare e gareggiare con la folta concorrenza natalizia.

Nonostante un finale imbarazzante, in cui Biagio Izzo e Massimo Boldi, oltre ad augurare Buon Natale, si lasciano andare in un siparietto per decidere dove passeranno le vacanze dell’anno successivo (si spera separati), Un Natale al Sud dimostra che non tutto è da buttare. Infatti i siparietti tra Debora Villa e Paolo Conticini sono sufficienti e si fanno notare nel nulla assoluto.

Uscita al cinema: 1 dicembre 2016

Voto: *

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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