Microbo e Gasolina di Michel Gondry: la recensione

locandina1L’amicizia on the road di due ragazzi pronti a crescere

Michel Gondry abbandona i macchinari onirici e l’estetica surreale per tornare a mettere in scena un racconto di formazione lungo un’estate, che si snoda attraverso le secondarie strade francesi per raggiungere un ricordo infantile o un amore agli albori.

Microbo ha 14 anni, è un ragazzo esile e introverso e ha una passione per una ragazza della sua classe. L’arrivo a scuola dell’adolescente forbito Gasolina cambia la sua vita e il suo modo di affrontare il mondo.

Pregno di infiniti sguardi sull’adolescenza e di interessanti svolte narrative, Microbo e Gasolina è una boccata d’aria fresca, un prodotto che sa raccontare una generazione in cerca della propria identità, evitando l’imperante omologazione. È il ritorno di Gondry a una messinscena meno rarefatta e onirica, meno schiacciata dal sognante espressionismo letterario e più aderente a una dimensione infantile e giocosa. Non è un caso che i due protagonisti appaiano agli occhi dei coetanei dei “diversi” perché maggiormente profondi o semplicemente più interessati a scoprire la loro espressività emozionale, vivendo l’adolescenza come un periodo di presa di consapevolezza personale. Da una parte muove i suoi passi “Microbo”, un ragazzino basso di statura, vessato dai bulli e intento a rifugiarsi nel disegno, mentre dall’altra parte c’è “Gasolina” ovvero colui che si esprime come un esistenzialista in erba, un bohémien dotato di un certo talento per la meccanica e dal fare sognante e arguto. Le famiglie appaiono distratte e poco interessate (Microbo ha una madre che cerca, senza trovarla, la propria spiritualità, invece Gasolina ha una madre accidiosa e un padre ubriacone), la scuola è un passatempo e la voglia di crescere è dietro l’angolo. L’estate è il vero crocevia di due esistenze pronte a percorrere un percorso di formazione a bordo di una casa-macchina improvvisata.

Buddy road movie, Microbo e Gasolina permette a Gondry di dimostrare di saper tenere saldamente le redini di una regia più sobria ed essenziale rispetto a quella dei passati lavori. Dopotutto si è di fronte a un autore che conferma la sua attitudine alla messa in scena dei sentimenti, non importa che questi siano maturi o adolescenziali. Difatti il regista francese riesce a costruire una storia che empatizza con il pubblico seduto in sala, pronto a ridere e appassionarsi alle avventure dei due giovani parigini.

Lode entusiasta dell’adolescenza (libera da costrizioni) e dell’amicizia, Microbo e Gasolina è un prodotto convincente e impregnato di stralunata malinconia. Insomma un film dall’apparato semplice e accattivante, che aggiorna la consueta riflessione sull’adolescenza come periodo di prime scoperte e prime esperienze.

Uscita al cinema: 5 maggio 2016

Voto: ***1/2

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