By the Sea di Angelina Jolie: la recensione

52577L’ultimo morboso passo a due dei Brangelina

By the Sea, terza regia di Angelina Jolie, è un perverso gioco di coppia, che fotografa un matrimonio in crisi, un turbamento che si cela nel passato e una depressione incalzante. Che il tutto sia autoreferenziale? Non ci è dato saperlo.

Roland e Vanessa raggiungono un angolo di paradiso nel Sud della Francia. La vacanza è una scusa per permettere a Roland di trovare l’ispirazione e ricominciare a scrivere. Nel mentre Vanessa si è autoreclusa nella camera d’albergo, ma una fessura nel muro (che le permette di spiare i giovani vicini) risveglia in lei pericolose pulsioni.

Prodotto estenuante, che soffre di un immobilismo esasperato, ma che pesca anche a piene mani dal teatro, By the Sea è particolare nella sua costruzione e nella modalità di mostrare un dramma, così accattivante e misterioso. Perché lo spettatore ha la sensazione di sentirsi un voyeur, pronto a curiosare nella stanza d’albergo dei due celebri attori hollywoodiani, proprio come loro stessi fanno nei confronti della coppia novella, più giovane e piena di vita di loro.

È su tutto ciò che la pellicola si appoggia e si sviluppa, sulla coinvolgente perversione che la ammanta e su quell’esasperante e ridondante sensazione di vuoto, di distanza tra i due protagonisti: lui è un ubriacone incapace di realizzare il suo ennesimo libro, mentre lei si trascina stancamente per i pochi metri quadri della stanza, ingerendo una pasticca e sorseggiando un cocktail. Un film che si basa sulle interpretazioni particolarmente coinvolte di Brad Pitt e Angelina Jolie, laddove la Jolie, regista e sceneggiatrice, si mette a nudo quasi volendo esternare il suo malessere, mettendo in piazza i problemi di coppia con incauta leggerezza. Tuttavia il rapporto tra i due attori non è l’unica cosa che salta all’occhio, perché se Pitt (romanziere di successo, ma affetto da un tremendo blocco dello scrittore) riporta alla mente, tra un drink e l’altro, Hemingway, la coppia dal matrimonio fallimentare ricorda quella della famiglia Fitzgerald (Scott ed Ella).

Nonostante i vari riferimenti letterari, By the Sea si rivela un film che sfrutta in modo adeguato gli spazi a disposizione (una camera d’albergo bellissima che si lascia guardare a lungo), i corpi, la partecipazione dei protagonisti e l’ambientazione esterna, un luogo suggestivo che progressivamente diviene un personaggio secondario mai invadente.

Nonostante una narrazione estenuante e un turbamento misterioso, che accompagna l’attenzione dello spettatore fino alla conclusione, By the Sea è un depresso e perverso gioco a due, che si specchia nella coppia più giovane quasi con invidia e malignità. Un prodotto che dilata il tempo e lo spazio per farne buon uso, laddove gli scontri e le incomprensioni la fanno da padrone, mentre la Jolie cerca disperatamente un abbraccio di conforto dal marito, ritraendosi subito dopo. Paradossale, no?

Uscita al cinema: 12 novembre 2015

Voto: **1/2

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