Come diventare grandi nonostante i genitori di Luca Lucini: la recensione

53579Possono far bene i no dei genitori. Ricordarlo non fa mai male, anche se la pellicola tratta tutt’altro

Prodotto da Disney Italia e diretto da Luca Lucini, Come diventare grandi nonostante i genitori è un prodotto di formazione fatto da ragazzi (delle superiori) e destinato ai ragazzi (delle medie e inferiori), che prende spunto dai numerosi esempi di commedia americana liceale, nelle quali la “pulizia” del viso, la simpatia, l’avvenenza e l’altruismo sono etichette corrette e da seguire nella vita. Peccato che la realtà sia molto diversa.

Il liceale Alex ha formato con i suoi amici una band, della quale faceva parte anche la fidanzatina Nicole. Da quando Nicole se ne è andata, per Alex è cambiato tutto, ma è pronto a cogliere una nuova sfida, che consiste nel prendere parte a un concorso scolastico per band emergenti. Tuttavia la nuova cattivissima preside non è d’accordo e impedirà loro di partecipare.

Pieno di buchi di sceneggiatura e accompagnato da una recitazione a dir poco insufficiente, Come diventare grandi nonostante i genitori è l’ultimo film di Luca Lucini, che però paga dazio per aver portato al cinema (forzatamente) gli interpreti di Alex & Co (chi?), una sitcom adolescenziale, che va in onda su Disney Channel da tre anni. Difatti il risultato è pessimo ed evidenzia il chiaro spunto nei confronti di alcune commedie statunitensi, che vengono scimmiottate pedissequamente da un gruppo di ragazzi con evidenti problemi di recitazione e un sogno nel cassetto: quello di fare musica. Una possibilità che viene negata dalla nuova preside dal cuore nero, che comincia a perseguitare tutti i componenti della band musicale.

Con il sostegno (economico) della Disney, Lucini realizza un film che ritiene particolarmente vicino alle problematiche che esistono tra figli e rispettivi genitori. Purtroppo mai tale esempio fu speso in peggior modo, visto che i ragazzi appaiono come le persone più oneste e prive di cattiveria che esistano sulla faccia della Terra. Destreggiandosi tra qualche canzone pop, manifestazioni d’affetto e supporti incondizionati, Come diventare grandi nonostante i genitori esibisce un tema che è quello di non mollare mai e di combattere per ciò che si ha di più caro. Insomma un argomento che conferma la banalità e l’inutilità di un progetto che, con il passare dei minuti, si rivela sempre più una mera trasposizione cinematografica della sitcom sopracitata.

Pur essendo in grado di coinvolgere attori del calibro di Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno e Matthew Modine (che vengono spesi in apparizioni più o meno sporadiche, nonostante i loro nomi appaiano ben chiari sulla locandina), Come diventare grandi nonostante i genitori non riesce a ottenere la loro bravura interpretativa; difatti la recitazione risulta essere impostata e costruita, laddove la totale mancanza d’impegno dimostra che il film in questione non ha convinto più di tanto nemmeno gli attori coinvolti nella realizzazione.

Prodotto in cui lo scontro generazionale è rimandato (o dimenticato) e che dimostra di voler accorciare e rendere l’avventura più snella possibile, Come diventare grandi nonostante i genitori tenta di essere un classico romanzo di formazione, che si pone come obiettivo quello di inquadrare le conquiste con le unghie e con i denti di alcuni giovani, senza accantonare l’importanza dello studio. Ed è così che la Disney riesce a centrare nuovamente un messaggio edificante e positivo, anche se la carenza artistica precedentemente sottolineata si rivela controproducente e non porta nessun beneficio diretto.

Uscita al cinema: 24 novembre 2016

Voto: *1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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