La verità negata di Mick Jackson: la recensione

53542Solida narrazione per un film dal basso trasporto emozionale

Ispirato a una storia vera e diretto dal regista di Temple Grandin Mick Jackson, La verità negata è un legal movie a tutti gli effetti, con una storia solida alle spalle e un andamento che suscita indignazione nella prima parte, per poi adagiarsi sulla convenzionalità non sempre in grado di suscitare emozioni.

Nel 1996 il saggista britannico David Irving accusa di diffamazione l’accademica Deborah Lipstadt e dopo quattro anni comincia il processo a Londra. La professoressa americana viene seguita dai migliori avvocati inglesi, mentre Irving decide di rappresentarsi da solo.

Trasposizione cinematografica del processo alla Storia intentato dal negazionista David Irving, La verità negata restituisce uno sviluppo narrativo solido e privo di scossoni, ma si dimentica di far emozionare autenticamente. Eppure le possibilità c’erano ed erano tutte a disposizione del regista che, preferendo l’esibizione della narrazione dei fatti e il defilarsi della storica Deborah Lipstadt (per non interferire nel regolare svolgimento del processo), perde l’occasione nel farsi autore emozionante. Difatti La verità negata è classico nella sua messinscena, ostenta un viscido bugiardo (David Irving) che nega l’Olocausto aggrappandosi a dei buchi nel soffitto delle camere a gas, un avvocato meticoloso (Richard Rampton) che cerca prove ad Auschwitz e una professoressa orgogliosa (Deborah Lipstadt) che cerca d’imporsi, ma comprende che non è il modus operandi corretto.

Pellicola che, provocatoriamente, instilla qualche dubbio (per poi rifuggirlo immediatamente), La verità negata non è un film sull’Olocausto, ma sull’abuso della libertà di parola, che essendo moralmente e civilmente inaccettabile suscita polemiche e sconcerto.

Contraddistinto da un cast di livello (Rachel Weisz, Tom Wilkinson e il mellifluo Timothy Spall), La verità negata è un film che si lascia guardare, che riporta fatti storicamente incredibili e che raggiunge la conclusione con solidità, ma senza trasporto emozionale.

Uscita al cinema: 17 novembre 2016

Voto: **1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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