Sausage Party di Conrad Vernon e Greg Tiernan: la recensione

50527Talvolta un freno sarebbe utile

Animazione esclusivamente per adulti, Sausage Party inizialmente dispensa simpatia, tuttavia, con il proseguo dei minuti, imbocca un andamento altamente demenziale e volgarmente gratuito. Un prodotto senza uno scopo, che distribuisce pochissimi sorrisi.

Frank è una salsiccia che aspetta sul suo scaffale il momento in cui un essere umano lo acquisterà per raggiungere l’Oltre. È fidanzato con una “panina” di nome Brenda ed entrambi sperano di essere presi insieme. Avvenimento che accade, ma subito dopo per un caso fortuito vengono scaraventati fuori dal carrello, lontani dal loro scaffale. Nel mentre i loro amici scoprono la verità sull’Oltre, che non è così gioioso come hanno fatto credere loro.

Le aspettative non sono mai state alte, ma perlomeno ci si attendeva un’animazione simpatica e demenziale al punto giusto, con l’aggiunta di un tocco velatamente macabro. Invece Sausage Party perde le staffe e deraglia in direzione di una comicità scorretta e disturbante. Eppure l’idea sembrava interessante: i cibi, le bevande e gli oggetti usati dagli umani vengono resi antropomorfi, venerano gli acquirenti come degli dei, ambiscono all’Oltre (le porte scorrevoli del supermercato), ma scoprono che oltrepassata l’uscita vengono bevuti, mangiati e usati (anche impropriamente). Questa è in sintesi la trama dell’avventura di Frank (un würstel) e Brenda (una “panina”) in compagnia di personaggi strani e bizzarri, che compongono le varie “isole” del supermercato.

Purtroppo non c’è molto da aggiungere nei confronti del film diretto da Greg Tiernan e Conrad Vernon (con lo zampino nel soggetto e nella sceneggiatura di Seth Rogen e Evan Goldberg), difatti Sausage Party è un agglomerato di situazioni irriverenti, che faticano oltremodo a suscitare una sana risata. La comicità esplicita è un marchio riconoscibile, ma bisogna saperla utilizzare; non è un caso che la volgarità gratuita funzioni in modelli in cui il politicamente scorretto è un valore aggiunto e non un elemento di svalutazione dell’intero progetto. Non è questo il caso di Sausage Party, che preferisce spingere sull’acceleratore senza un apparente motivo.

Esibendo lavash (tipica piadina armena) fondamentalisti e bagel ebrei, tacos bisessuali e lavande vaginali “pompate” a succo d’uva e alcolici, Sausage Party prosegue in direzione della conclusione a briglia sciolta, trovando la rivoluzione degli oppressi nei confronti degli “assassini”. Nonostante in chiusura si cerchi di dare un senso a tutta la vicenda, il film del duo Tiernan e Vernon pecca in termini di equilibrio e faticherà terribilmente a trovare un pubblico adeguato.

Uscita al cinema: 31 ottobre 2016

Voto: *

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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