Go With Me di Daniel Alfredson: la recensione

go-with-meCinema di confine privo di significato

Diretto dallo svedese Daniel Alfredson, Go With Me è una pellicola che si erge contro il cattivo di turno, un uomo che non sente ragioni e di cui chiunque ha terrore. Una vera e propria caccia all’uomo nella desolante provincia al confine tra Stati Uniti e Canada, nella quale si annida qualche segreto di troppo.

Lillian è una cameriera ritornata al paese d’origine dopo la morte della madre. Una sera viene aggredita da Blackway, l’uomo più pericoloso della zona. Inizialmente sembra un avvenimento sporadico, ma poi Blackway comincia a essere pericolosamente assillante. Lillian si reca dallo sceriffo, ma non ottiene quell’aiuto che invece le offriranno due taglialegna.

Contraddistinto da un’ambientazione affascinante, purtroppo Go With Me è un prodotto facilmente dimenticabile; un regolamento di conti in cui gli attori impegnati si attestano su una prova recitativa monocorde e assolutamente non paragonabile al loro passato cinematografico. Difatti Anthony Hopkins, Julia Stiles e Ray Liotta sono tre maschere inespressive di una provincia infame, nella quale l’omertà e il collaborazionismo sono elementi comuni e riconoscibili.

Intriso di paura e di un necessario ristabilimento dell’equilibrio, il film diretto da Daniel Alfredson, nonostante gli sforzi, fatica a dismisura nel costruire uno sviluppo soddisfacente. Infatti se l’idea di base era un western (moderno) essenziale, con pochi dialoghi e una vicenda che scivolava velocemente attraverso le caratterizzazioni dei quattro protagonisti, il risultato è assolutamente mediocre. Go With Me mette in mostra tutto il suo immobilismo e il poco interesse nell’approfondire qualche argomento che fuoriesce sporadicamente dalla trama principale; inoltre la scelta di non preoccuparsene ma di proseguire dritto fino alla conclusione è decisamente controproducente perché lascia allo spettatore un amaro in bocca che sa di insoddisfazione.

Nonostante la fotografia plumbea di Rasmus Videbaek (avvolta in una nebbia che ingloba e che fatica a svelare), Go With Me ostenta la voglia di rivalsa di chi ha vissuto nel terrore e ha chinato la testa ben più di una volta. Una resa dei conti che prosegue dritta per la sua strada, senza tentennamenti o ripensamenti. Un’ora e mezza che scivola come l’olio, ma che in modo altrettanto veloce si dimentica.

Uscita al cinema: 13 ottobre 2016

Voto: **

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