Trafficanti di Todd Phillips: la recensione

53039Una storia vera che si interroga sull’approssimazione del governo statunitense

Nonostante le premesse non promettessero nulla di buono (il trailer presentava una commedia pseudo-demenziale, con un Jonah Hill sopra le righe), Trafficanti si rivela un buon intrattenimento, che si pone come potenziale obiettivo quello di indignarsi e puntare il dito contro tutto ciò che si nasconde dietro alla guerra.

David sbarca il lunario facendo il massaggiatore a Miami. Ha una ragazza e un figlio in arrivo, ma nessuna prospettiva. Un giorno incontra l’amico d’infanzia Efraim, un piccolo imprenditore delle armi con un conto in banca a sei zeri, che gli offre un lavoro in ricordo dei vecchi tempi. In poco tempo i due ragazzi riescono ad aggiudicarsi diverse commesse per l’esercito americano, ma la possibilità di un guadagno enorme finisce per metterli nei guai.

Dopo la fortunata trilogia di Una notte da leoni, Todd Philips rimane in modo permanente dalle parti della commedia e mette in scena un prodotto che si ferma a metà strada tra l’impegno civile e il divertimento. Difatti Trafficanti è un film diverso dalle precedenti produzioni di Phillips, perché si nota la volontà di distanziarsi dalla comicità volgare della famosa trilogia, cercando insistentemente di giocare con i cliché del classico buddy movie, votato all’esibizione di una rapida ascesa e di un’altrettanto brutale caduta.

Pur non essendo permeato di un’originalità eccelsa, Trafficanti possiede dei pregi, che si snodano progressivamente all’interno di una trama prevedibile (l’escalation di fatti poco chiari, illegali o semplicemente stupidi che si sommano in modo naturale), e si permette di tirare qualche stoccata mirata alla corsa agli armamenti dell’amministrazione Bush. Laddove cerca la risata e la flebile riflessione, Trafficanti ci riesce, grazie soprattutto a un Jonah Hill che è in grado di gestire la stupidità “criminale” (si ispira al mito “imprenditoriale” di Tony Montana) e la presunzione del suo personaggio, mentre Miles Teller incarna con dedizione l’ingenuità da bravo ragazzo della porta accanto.

Insomma con Trafficanti l’intrattenimento è garantito, nonostante la riflessione sulle falle di un sistema di approvvigionamento militare (ampiamente sbandierata) sia flebile e non così incisiva. Nel mentre il sogno americano di due ragazzotti di Miami, privi di qualsiasi attitudine e preparazione, si sgretola senza appello.

Uscita al cinema: 15 settembre 2016

Voto: ***

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