Alla ricerca di Dory di Andrew Stanton: la recensione

it_finding-dory_mgp_r_7a8e7c3fUn sequel malinconico, che veste alla perfezione Dory

L’attesissimo sequel di Alla ricerca di Nemo è un prodotto meno divertente e più malinconico. Infatti Alla ricerca di Dory, nonostante abbia una protagonista dalla dose inesauribile di gag, insiste sulla nostalgia e su un impianto drammaturgico, che gioca con le amnesie e i flashback della simpatica pesciolina. Un percorso di ricostruzione della memoria, che strizza l’occhio alla disabilità e ai limiti che essa impone.

È passato un anno dal ritrovamento di Nemo e Dory vive felicemente con la sua nuova famiglia. Tuttavia la pesciolina blu si accorge di non ricordarsi più dei suoi veri genitori che, tempo addietro, cercava disperatamente per tutto l’Oceano. Ed è per questo motivo che, in compagnia di Marlin e Nemo, cerca di raggiungere la Florida.

Quando si vanno a intaccare i grandi classici della Pixar, il rischio di “scivolare” e perdere la bussola è sempre dietro l’angolo. In questo caso il regista Andrew Stanton ha preso in mano un grande film amato da chiunque e lo riadattato sulle fattezze della spalla comica Dory. Il risultato non è superlativo, ma nemmeno disprezzabile perché adatto a quell’alone di simpatica nostalgia, che la pesciolina blu si porta appresso. Il suo disturbo della memoria breve è un espediente comico inesauribile e uno strumento utile per poter costruire un nuovo universo marino, che trova senso solamente nel riordino dei ricordi di Dory. Stanton lavora su questo piano narrativo, decisamente meno superficiale e maggiormente concettuale, perché definisce la differenza (o disabilità) della protagonista e i limiti che ne conseguono.

Il film inoltre è un’analisi approfondita di un viaggio che ricalca il precedente prodotto con protagonista Nemo, scelta che denota un’insistita ripetitività nello svolgimento narrativo. Difatti ciò che funziona meno (perché nulla di Alla ricerca di Dory è farraginoso) è la delineazione dei comprimari, che appassionano il pubblico con maggiore difficoltà. Non convincono appieno le gag dei due leoni marini, la simpatia della balena miope, lo spirito d’avventura del camaleontico polpo e la sensazione di disagio di un beluga depresso; Alla ricerca di Dory (una volta accantonate le figure di Merlin e Nemo) è un one man show di Dory, un personaggio che non fatica a farsi spazio sullo schermo cinematografico.

Alla ricerca di Dory è un malinconico percorso in direzione di una memoria perduta, di un ricordo che tocca il cuore e fa commuovere, mentre il microcosmo intorno a Dory si delinea progressivamente. Un prodotto che “nasconde” la sua profondità d’intenti e che fa leva su una nostalgia dal sapore agrodolce, nella quale il “dramma” viene sempre più a galla per poi diventare una forte consapevolezza dei propri limiti.

Uscita al cinema: 14 settembre 2016

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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