Independence Day – Rigenerazione di Roland Emmerich: la recensione

independence-day-2-locandina-italianaAttacco alieno volume II

Vent’anni dopo Roland Emmerich riporta sulla Terra gli alieni, stavolta pronti a distruggerla definitivamente. Independence Day – Rigenerazione è il seguito che non ci si aspetta, ma che si può immaginare; inoltre riuscire a far rivalutare il primo episodio come un “capolavoro”  è impresa ardua e degna di nota.

Nonostante le difese iper-tecnologiche terrestri, tornano gli alieni pronti a uccidere l’umanità. Ad accoglierli ci sono lo scienziato David Levison e l’ex presidente degli Stati Uniti Whitemore.

Alla base dell’operazione sequel di Independence Day ci sono moltissimi soldi, una sana dose di effetti speciali e una rimpatriata quasi al completo. Tuttavia il catastrofismo trash del regista tedesco di nascita e americano d’adozione in Independence Day – Rigenerazione raggiunge livelli epici e supera qualsiasi aspettativa. Allora la domanda viene spontanea: è possibile che la pellicola sia stata pensata e realizzata come un B-movie dal budget illimitato? Se così fosse lo spettatore si troverebbe di fronte a un vero gioiello dell’autoironia, del ridicolo e forzato auto-citazionismo, immerso in un impianto narrativo banale e gonfio di frasi a effetto, che esibisce un enorme mostro (in perfetto stile fantascienza vintage) a fine pellicola. Sarebbe bello se fosse andata davvero così ma purtroppo ci si rende amaramente conto di essere di fronte a un regista e a un nutrito gruppo di sceneggiatori (ben cinque) che, mostrando i muscoli, oltrepassano il pudico senso del trash per giungere a uno step successivo, che non ammette regole ed etichette, ma solamente una modalità di fare cinema di livello inferiore. A fronte di questo ridimensionamento ci si rende conto di quanto Independence Day – Rigenerazione sia un prodotto assolutamente inutile, privo di una direttrice da seguire e imbevuto di un maschilismo quasi disturbante (non fatevi suggestionare dal Presidente donna, non ha carisma e si fa uccidere quasi subito). E allora ecco che gli eroi (di allora) si fanno avanti, con un’unica variante: i due piloti, interpretati da Liam Hemsworth e Jessie T. Usher, provano a riempire il vuoto lasciato da Will Smith, senza riuscirci.

Sequel che non aggiunge nulla di nuovo e che si limita a chiudere dei conti in sospeso, Independence Day – Rigenerazione è l’insano gesto di Emmerich che, ritornando sui propri passi, finisce per ricalcare e riproporre qualcosa di già visto e che quindi non impressiona né entusiasma minimamente. Insomma la pellicola, che sopravvive grazie al riflesso luccicante del suo predecessore, si dimostra un intrattenimento effimero che non ammette repliche, e neppure un terzo capitolo.

Uscita al cinema: 8 settembre 2016

Voto: *1/2

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2 pensieri su “Independence Day – Rigenerazione di Roland Emmerich: la recensione

  1. Non ho visto e penso che nemmeno vedrò il film! Ormai con Emmerich e Bay le misure devono essere drastiche. Ho riso molto alla recensione di mymovies che su questo sequel scrive: “La versione del 1996, patacca votata alla gloria degli Stati Uniti, confrontata al suo epigono fa la figura del capolavoro”. Ma la parola migliore la hai trovata tu: insano.

    • Grazie, come sempre, per il commento…l’insano gesto di Emmerich credo che possa continuare con un terzo capitolo…giusta l’affermazione su Emmerich (misurare le visioni dei suoi film sarebbe cosa buona e giusta), ma riguardo a Bay non sono così d’accordo, infatti dei suoi film recenti meno pubblicizzati (ad esempio 13 Hours of Benghazi e Pain & Gain) non sono malvagi…ciao e alla prossima

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