Un amore all’altezza di Laurent Tirard: la recensione

53032Nessuna idea per l’amore imbarazzato

Remake del film argentino Corazon de león, Un amore all’altezza è una commedia sentimentale che si arena ben presto a causa di una carenza d’idee e della mancanza di una svolta narrativa utile per poter approfondire il rapporto tra Diane e Alexandre.

Diane è un avvocato di successo con un matrimonio fallimentare alle spalle. Un giorno dimentica il suo cellulare e un uomo, dalla voce fascinosa, la chiama e le chiede un appuntamento. Diane colpita dallo charme dell’interlocutore accetta, ma una volta all’appuntamento scopre che Alexandre è un uomo basso di statura.

A tratti simpatico e auto-ironico, Un amore all’altezza è un prodotto che, purtroppo, gira principalmente a vuoto. La causa risiede in una vicenda che dopo solamente trenta minuti esaurisce le cartucce a propria disposizione e che, di conseguenza, si arena e comincia a ripetersi all’infinito. La storia è semplice e pone a confronto un’avvocato donna di successo con alle spalle un matrimonio fallimentare e un architetto dotato di charme e carisma, ma di bassissima statura. È l’imbarazzo il sentimento che è maggiormente presente all’interno della pellicola, nonostante le affinità tra i due e il reciproco apprezzamento siano i “picconi” con cui il film dovrebbe adoperasi per abbattere le barriere dell’apparenza. Difatti la commedia verte sulla nascita di un amore tra una donna dubbiosa e poco a proprio agio e un uomo che si chiede se sia giusto continuare a credere in un rapporto così importante; il regista Tirard non approfondisce adeguatamente i sentimenti che si presentano all’interno della coppia, ma nemmeno tenta di gettare l’intera vicenda nel demenziale. Infatti il regista francese si colloca nel mezzo e prova a dare equilibrio a una pellicola che, essendo priva di un adeguato ritmo narrativo, fatica oltremodo nel farsi coinvolgente e convincente.

Avvolta dalla colonna sonora originale di Emilie Gassin (che a tratti è eccessivamente invadente, quasi a voler essere a sua volta una protagonista), Un amore all’altezza ha il pregio di far prevalere il romanticismo (anche a tratti “ridicolo”) piuttosto che l’apparenza e la disabilità, entrambe incarnate da un Dujardin pienamente al servizio della commedia.

Commedia romantica in cui si ride e si riflette con il contagocce, il film di Tirard dimostra di avere il freno a mano tirato e di non saper sviluppare (in modo coraggioso) il tema della diversità fisica in una coppia, che attira gli sguardi dei passanti e le malelingue dei chiacchieroni. Un prodotto sotto le aspettative, che dimostra di essere molto più superficiale di quanto non appaia. Difatti il film maschera (con garbo ed eleganza) l’immobilità della storia e le pecche di una sceneggiatura che fatica a partorire un’idea, che non sia scontata e prevedibile.

Uscita al cinema: 7 settembre 2016

Voto: **

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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