L’effetto acquatico di Solveig Anspach: la recensione

l-effetto-acquatico-un-colpo-di-fulmine-a-prima-svistaUna storia d’amore semplice e condensata

Commedia romantica, che trova il suo ideale sviluppo inizialmente nella periferia francese e successivamente tra i geyser dell’Islanda, L’effetto acquatico è un film che dimostra di possedere il fiato corto. Seppur le interazioni (goffe e ironiche) tra i due protagonisti siano sinonimo di simpatia, il prodotto di Solveig Anspach esibisce diversi appigli narrativi, che decide di non approfondire adeguatamente.

Samir, gruista di Montreuil, si innamora pazzamente di Agathe, un’insegnante di nuoto della piscina comunale. Per avvicinarla Samir finge di non saper nuotare, ma lo stratagemma viene ben presto scoperto e Agathe coglie l’occasione di un convegno in Islanda per allontanarsi dall’operaio.

Dovrebbe essere una commedia frizzante e brillante, invece L’effetto acquatico fatica nel produrre una risata genuina frutto di una messinscena autentica e spontanea. Vige la regola della goffa simpatia nella coppia formata da Samir e Agathe, ma nulla di più. Difatti le trovate umoristiche della piscina di Montreuil non fanno abbondare il riso sulla bocca del pubblico e nemmeno la surrealità della vicenda è pienamente apprezzabile. Uno sviluppo narrativo macchinoso e approcciato con superficialità non rende pieno merito a una commedia dai risvolti romantici, che trova il suo ideale “porto” tra i geyser della florida Islanda.

La regista divide in due tronconi il film e si ritrova a mostrare l’innamoramento in terra francese e la fuga in terra islandese, per poi ostentare il ricongiungimento in un suggestivo lago termale. Eppure la vicenda amorosa che coinvolge il goffo Samir e la distaccata (e in debito con Cupido) Agathe potrebbe avere qualcosa da dire, invece viene mostrata con freddezza e superficialità.

In un film in cui le coincidenze si sprecano e che non trova le risposte giuste perché chiude il sipario in fretta e furia, non si può certamente trovare quello sviluppo coinvolgente e accattivante che dovrebbe avere una simpatica commedia di stampo romantico. Insomma L’effetto acquatico mette a segno qualche trovata interessante (la scena del convegno è esilarante), ma non trova la giusta quadratura per farsi prodotto di degna fattura. Avvolto da qualche ammiccamento e dalla necessità di una donna di voltare pagina il prima possibile, magari con il gruista che finge di non saper nuotare, il film postumo della Anspach esibisce un romanticismo troppo leggero e surreale per divenire credibile e degno di nota.

Uscita al cinema: 30 agosto 2016

Voto: **

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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