Escobar di Andrea Di Stefano: la recensione

Paradise_Lost_theatrical_release_posterDel Toro è un Pablo Escobar che terrorizza per la sua imprevedibilità

Diretto dall’italiano Andrea Di Stefano e interpretato da un magnetico Benicio Del Toro, Escobar approfondisce la figura del famoso narcotrafficante colombiano attraverso lo sguardo trasversale di un ragazzo che si trova, suo malgrado, invischiato nell’organizzazione criminale. Una pellicola asciutta e rigorosa, che si pone l’obiettivo di narrare la vicenda con intensa e progressiva inquietudine.

Nick decide di seguire il fratello in Colombia e di partecipare al suo sogno: aprire un bar sulla spiaggia dedicato al surf. Un giorno Nick incontra Maria e se innamora perdutamente. Il loro amore è passionale e Maria decide di presentare Nick al suo amato zio: Pablo Escobar.

Dopo aver indossato i panni del Che, Benicio Del Toro si misura con un’altra icona latinoamericana, di carattere opposto, ma ugualmente ricordata nel continente. Perché Pablo Escobar oltre a essere un pericoloso criminale, era un politico, un benefattore che aveva un occhio di riguardo per le comunità povere del paese e un padre di famiglia (che amava leggere le fiabe ai propri figli); una figura, naturalmente, controversa che ha saputo modellare il favore del popolo grazie a importanti investimenti. Come anticipato Pablo Escobar era una persona come tante, ma anche un uomo in grado di non fidarsi di nessuno (nemmeno dei suoi più stretti collaboratori), un “imprenditore” che esportava il prodotto più famoso della Colombia (la coca) in giro per il mondo e un assassino che si lasciava alle spalle cadaveri e uccisioni eccellenti. Tutto ciò viene restituito dall’interpretazione di Del Toro, in grado di catalizzare l’attenzione del pubblico grazie a una personificazione che fa dell’inquietudine e dell’imprevedibilità la sua unica e inconfondibile cifra stilistica.

Pellicola che possiede i connotati concitati del thriller, Escobar mette in scena una vicenda che scivola lentamente in direzione della tragedia e mostra il criminale in modo trasversale, ovvero attraverso gli occhi (sempre vigili) di Josh Hutcherson, surfista che si innamora della nipote di Escobar e che viene eletto, dallo stesso trafficante, suo “figlioccio prediletto”. Tuttavia la differenza interpretativa tra i due attori è notevole e il giovane non regge il confronto dell’esperto e navigato Del Toro.

Film che modifica il tono in modo repentino e imprevisto, Escobar è un prodotto che vuole farsi ricordare e che possiede il cambio di passo per accattivare il pubblico con una seconda parte di storia dedicata all’inganno e al tradimento. Un’opera prima dal sapore intenso e sorretta magistralmente da un attore in stato di grazia.

Uscita al cinema: 25 agosto 2016

Voto: ***1/2

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