Ghostbusters di Paul Feig: la recensione

Ghostbusters_2016_film_posterLe critiche aiutano; le donne conquistano New York City

Molto più remake che reboot, Ghostbusters al femminile è nettamente inferiore all’originale, ma si fa apprezzare grazie soprattutto all’esuberanza del cast, che sa intrattenere senza mai scadere nella demenzialità.

I fantasmi stanno attaccando New York e solamente Abby ed Erin, due scienziate appassionate dell’occulto, possono fermarli. Nonostante qualche iniziale difficoltà riescono, insieme a Jillian e Patty, a formare un gruppo dedicato all’annientamento dei pericolosi ectoplasmi.

Prima di cominciare l’analisi del Ghostbusters firmato Paul Feig bisogna necessariamente fare delle premesse. Infatti quando si vociferava la programmazione e la realizzazione di una versione al femminile dell’iconico film degli anni 80, molti hanno storto la bocca e inveito nei confronti di chi voleva rimaneggiare un grande classico, che ha riempito gli schermi cinematografici e quelli televisivi. Insomma sembrava che un film come Ghostbusters di Reitman fosse intoccabile, ineguagliabile e irripetibile, senza dimenticare che tutto questo putiferio accadeva prima di aver visionato la pellicola. Mai tanto clamore fu positivo e fruttuoso per un film, che si è fatto attendere e desiderare con curiosità, da chi voleva accoglierlo con frutta e ortaggi e da chi voleva comprendere il progetto di Feig.

E bisogna ammetterlo: Ghostbusters al femminile è decisamente accettabile, una pellicola godibile che ricalca l’originale, ma riesce anche a infondere al format un aspetto decisamente meno convenzionale. Difatti se i maschietti erano gli eroi acclamati dalla città di New York, le quattro appassionate di ectoplasmi sono semplicemente donne alla ricerca di una fiducia incondizionata da parte del sistema e dalla società; una sorta di affermazione femminista in un universo di scettici approfittatori.

Realizzato con il benestare dei quattro attori originali (che si spendono in quattro camei ironici e, soprattutto nei confronti di Harold Ramis, celebrativi), Ghostbusters del XXI secolo mette in evidenza l’indiscussa comicità sobria e stralunata di Kristen Wiig, la compostezza (inusuale e per questo motivo convincente) di Melissa McCarthy e la strabiliante capacità di Chris Hemsworth di mettersi nei panni di un segretario assolutamente incompetente, ma divertentissimo.

Nonostante il confronto con il predecessore sia perdente in partenza, soprattutto perché la commedia diviene l’unico linguaggio con cui la vicenda viene approcciata (perdendo quell’originale velo di tensione “horror”), Ghostbusters viene notato nell’immensa offerta cinematografica e si fa apprezzare per il coinvolgente lavoro sugli effetti speciali. L’unico problema deriva dalla scelta del pubblico, che potrebbe affrontare con timore la nuova versione e farla sprofondare in un dimenticatoio, da cui si fatica a uscire. Purtroppo il pubblico è sovrano e il responso va affidato esclusivamente a lui, che dovrebbe recarsi al cinema senza pregiudizi, atteggiamento utile per effettuare una critica attendibile e coerente.

Uscita al cinema: 28 luglio 2016

Voto: ***

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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