La notte del giudizio – Election Year di James DeMonaco: la recensione

53052Sfogarsi: diritto o dovere in un’America distopica allo sbando?

Terzo episodio del franchise distopico firmato da James De Monaco, La notte del giudizio – Election Year scansa l’horror e lo sostituisce con un’indagine socio-politica, che strizza l’occhio al genere thriller. Tuttavia, nonostante la banalità del tema, la tensione rimane lodevolmente alta e ostenta una vicenda dal sapore eroico, che però stona con le premesse folli e psichedeliche che, animando le battute iniziali, solleticano il voyeurismo dello spettatore.

Durante la campagna elettorale per le presidenziali americane prende sempre più piede la protesta nei confronti dell’annuale notte dedicata alla purificazione. La candidata Charlie Roan (che ha perso l’intera famiglia diciotto anni prima, a causa di un folle assassino) intende cancellare la notte nella quale ogni crimine è concesso, ma i Nuovi Padri Fondatori non stanno con le mani in mano e decidono di provare a eliminarla con ogni mezzo.

Se il primo capitolo era (piacevolmente) claustrofobico e il secondo scendeva per le strade, moltiplicando le minacce, il terzo episodio vira in direzione dell’indagine socio-politica e mostra gli interessi che si celano dietro la notte degli orrori, nella quale la purificazione si perpetra attraverso veri e propri atti di scellerata violenza. Tuttavia se, come anticipato, la direzione presa dal regista DeMonaco è quella sociologica (con lievi rimandi all’attualità, nella quale populismo e demagogia la fanno da padroni), la tensione regge lodevolmente e permette al film di esibire qualche trovata interessante e una vaga sensazione di diffuso terrore. Eppure la sensazione è sempre quella del deja-vu, dell’esperienza già assaporata, un appuntamento annuale che ridefinisce e mette a fuoco la purificazione del popolo americano.

Episodio più debole dei tre, La notte del giudizio – Election Year spinge, forzatamente, sul tasto dell’ironia forse per ammorbidire il tutto e accantonare pienamente il genere horror. Una scelta controproducente, che fa perdere appeal al prodotto, che si fa notare solamente per qualche brivido e una buona caratterizzazione dei nuovi personaggi. Insomma l’ultimo film di De Monaco scricchiola sotto numerosi aspetti e non si fa apprezzare fino in fondo, soprattuto in una seconda parte che pone la “resistenza” e i “conservatori” gli uni contro gli altri, evidenziando le colpe di ogni gruppo.

Portatore di tre vicende, che sanno intrecciarsi e svilupparsi sulle violente strade di Washington, La notte del giudizio – Election Year pone sullo stesso piano il vendicatore e il buon samaritano, il potente e il poveraccio, in una lotta senza esclusione di colpi (dal vago sapore epico), ma priva di colpi di scena.

Uscita al cinema: 28 luglio 2016

Voto: **1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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