The Legend of Tarzan di David Yates: la recensione

The_Legend_of_Tarzan_posterTarzan, il supereroe della savana

Ipercinetico e contraddistinto da un’estetica da “fumettone”, The Legend of Tarzan mette in mostra il processo inverso della civilizzazione dell’uomo-scimmia, un percorso di trasformazione diverso dal solito, che però si dimostra sfilacciato e carente d’attrattiva.

Lord Greystoke vive serenamente a Londra con la moglie Jane. Tarzan non esiste più, tuttavia le insistenze di un diplomatico afroamericano e della moglie riportano l’uomo-scimmia in Congo, laddove lo aspettano vecchi e nuovi nemici.

L’ennesimo film dedicato a Tarzan non convince e dimostra di essere un’avventura con una narrazione raffazzonata. Difatti The Legend of Tarzan, oltre a puntare il dito nei confronti dello sfruttamento degli schiavi nel Congo belga di fine Ottocento, tenta di raccontare il ritorno alle origini di Lord Greystoke, con qualche fugace accenno al passato. I flashback (contraddistinti da una fotografia sfuggevole e sbiadita) si fanno saltuariamente strada nelle avventurose sequenze del percorso di trasformazione alla rovescia dell’uomo-scimmia più famoso della letteratura mondiale. Un punto di vista completamente differente rispetto ai suoi predecessori, che avevano delineato con più dovizia di particolari l’incontro tra Tarzan e Jane e il processo di civilizzazione dell’uomo. Diversamente il regista Yates mostra allo spettatore un Tarzan già conscio delle sue nobili origini, sposato con Jane e ben inserito all’interno della società londinese; una svolta interessante, che apre a nuove possibili variazioni, ma che finisce per essere un fuoco di paglia che anima la vicenda solamente nelle prime battute.

Caratterizzato da un cattivo dalle ferme ambizioni (un Christoph Waltz che, essendo abituato a tali ruoli, si limita al compitino) e dalla classica dicotomia “io Tarzan, tu Jane”, The Legend of Tarzan è la classica avventura di salvataggio che può appassionare, ma anche annoiare a più riprese. Suddiviso idealmente in numerosi quadri e contraddistinto da una narrazione frammentaria e da personaggi caratterizzati superficialmente (come ad esempio il cacciatore interpretato da Samuel L. Jackson o il capo tribù di Djimon Hounsou), il film di Yates non coinvolge e abbraccia la moda dell’impostazione filmica da supereroe sprezzante del pericolo e protettore di un luogo incontaminato e bellissimo, soggetto al saccheggio indiscriminato.

Insomma si è di fronte a una pellicola che, sfruttando l’estetica da fumetto, cerca di farsi spazio nell’offerta cinematografica e di narrare le gesta di Tarzan con un piglio moderno e poco convenzionale. Purtroppo così facendo la convenzionalità si annida dietro l’angolo e The Legend of Tarzan finisce per essere la rivisitazione raffazzonata e presuntuosa di un grande classico.

Uscita al cinema: 14 luglio 2016

Voto: **

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