Tartarughe Ninja: Fuori dall’ombra di David Green: la recensione

tartarughe-ninja-2-nuovo-trailer-e-5-nuove-locandine-italiane-1Pellicola per le famiglie senza grandi picchi d’innovazione

L’avventura delle tartarughe mutanti, che vivono nella fogne di New York, continua senza appassionare eccessivamente. Diretto da Dave Green, Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra, pur intrattenendo con qualche evoluzione action, ha il tipico fiato corto del secondo episodio. L’impressione è quella di osservare un contenitore vuoto che procede per inerzia, senza mai riuscire a staccarsi di dosso quel giudizio sterile e privo di profondità: carino.

Shredder è comodamente dietro le sbarre e le Tartarughe Ninja continuano ad agire nell’ombra. Nel momento in cui il Clan del Piede fa evadere il pericoloso sensei, i quattro eroi mutanti dovranno proteggere la città anche da una nuova minaccia giunta da un altro mondo.

Le avventure dei quattro fratelli proseguono e rimangono ingabbiate in un limbo, che si trova tra le definizioni di divertente e carino. Difatti Tartarughe – Fuori dall’ombra non dimostra di essere un prodotto inguardabile, privo di senso (spiccano la necessità da parte degli eroi delle fognature di non apparire come dei mostri, di uscire allo scoperto, sentirsi normali e l’importanza del lavoro di squadra sfruttando le peculiarità di ogni componente) e fine a se stesso, ma si ha la costante impressione che la vicenda non venga sfruttata adeguatamente, che alcune situazioni risultino noiose e che gli effetti speciali paiano finalizzati a contrappuntare esclusivamente le scene tra di loro.

Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra possiede il suo pubblico e con l’avvento di Bebop, Rocksteady (rispettivamente il facocero e il rinoceronte) e il perfido cervello parlante Krang può affezionare qualche appassionato della serie televisiva. Tuttavia viene messo in luce l’impoverimento delle linee narrative, che potevano accompagnare Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello per i prossimi anni, e ci si rende conto di quanto le tartarughe abbiano già fatto il loro tempo, mentre i villain fanno, mestamente, ritorno verso casa.

La divertente ironia adolescenziale di Michelangelo, il genio di Donatello, l’istintività di Raffaello e le capacità da leader di Leonardo sono gli elementi che definiscono il carattere di ogni personaggio e il suo apporto alla squadra; un buon approccio per un film in cui la reciproca conoscenza con lo spettatore è già avvenuta (nel primo episodio) e l’azione dovrebbe farla da padrone. Nonostante ciò il regista Grenn riesce a mettere in luce la vicenda principale, accompagnata da evoluzioni acrobatiche al limite del possibile.

Film che dichiara apertamente che il suo unico scopo è intrattenere, Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra è sterile e privo di inventiva. Una pellicola abbastanza insapore, che si porta appresso, malauguratamente, l’etichetta lasciata libera dal suo predecessore: carino, ma nulla di più.

Uscita al cinema: 7 luglio 2016

Voto: **1/2

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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