Jem and the Holograms di Jon Chu: la recensione

Jem_Movie_Teaser_PosterDavvero il suo nome è Jem?

Filmetto pop adolescenziale che usa, pretestuosamente, il traino del famoso cartone animato degli anni Ottanta/Novanta, Jem and the Holograms è privo di un senso logico e assolutamente inverosimile. Un trattato 2.0 di come si diventa una popstar in meno di ventiquattrore.

Jerrica è una timida ragazza, che vive presso la zia con la sorella Kimber e due ragazze in affido. Le ragazze hanno un feeling particolare e sono spesso coinvolte nei progetti multimediali di Kimber. Un giorno, per gioco, Jerrica si trucca in modo bizzarro e registra un video nel quale canta accompagnata solamente da una chitarra. Kimber posta il video, diventando immediatamente virale.

Assolutamente inconsistente nella sua costruzione narrativa, Jem and the Holograms è uno dei peggiori film dell’anno. A prova di ciò ci sono vari elementi e tutti legati a una sceneggiatura che lascia parecchio a desiderare, mostrando il fianco a una mancanza di logicità che rasenta il ridicolo. Tralasciando, essendo poco rilevante ai fini della vicenda, lo slittamento dell’intero contesto dagli anni Ottanta ai giorni nostri (spostamento temporale che però si porta appresso qualche pregnante domanda), Jem and the Holograms si deve preoccupare di ben altri problemi, che si stagliano all’orizzonte e faticano a uscire dal cervello dello spettatore. Perché il film diretto da Jon Chu è difettoso e privo di fondamento; numerose sono le domande che sovvengono alla conclusione della visione (che preparerebbe a un, eventuale, sequel che difficilmente vedrà la luce a causa del flop statunitense) e riguardano lo sviluppo di una vicenda che porta al successo un gruppo di ragazze, che magicamente imparano a cantare e suonare.

Il trucco e il parrucco anni Ottanta, le tastiere impugnate come una chitarra elettrica, la mancanza della figura paterna e il “computer” di nome Sinergie sono tutti elementi ripescati dal cartone animato, che però si sposano malamente con un testo ambientato nei primi quindici anni del Duemila; insomma delle scelte anacronistiche prive di una reale logica, che hanno come esclusiva finalità quella di richiamare l’animazione televisiva. Per il resto c’è un successo rapido e illogico, una ragazza timida che si scatena come una “rockstar” navigata una volta sul palco e un’improbabile caccia al tesoro, nella quale il tesoro è un tenerissimo messaggio d’affetto.

Jem and the Holograms è noioso e prevedibile, un film che lascia il segno a causa della sua inconsistente forma, rimanendo a metà strada tra un teen movie da weekend pomeridiano e un prodotto nel quale la speranza è l’ultima a morire. Un vero buco nell’acqua per il regista di Justin Bieber: Never Say Never, ovvero un uomo privo di concretezza filmica e scenica, che, normalmente, salva il risultato in corner grazie al suo occhio principalmente interessato alla musicalità della scena.

Uscita al cinema: 23 giugno 2016

Voto: *

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