Laurence Anyways di Xavier Dolan: la recensione

Laurence Anyways - theatrical poster QUOTES no certain regard no overlapAccettare il contenuto e non il contenitore

Terzo lungometraggio di Xavier Dolan, che giunge al cinema addirittura quattro anni dopo la sua realizzazione, Laurence Anyways tratta il difficile tema della transessualità, attraverso l’intensa narrazione di una storia d’amore, nella quale il sentimento si prefigge l’obiettivo di oltrepassare il visibile, di preferire il “contenuto” al “contenitore”.

Montreal, 1989. Laurence è uno stimato professore di letteratura in un liceo e un romanziere esordiente. Nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno, Laurence confessa a Fred, la sua fidanzata, che ha sempre sentito di essere nato nel corpo sbagliato. Fred decide di accompagnarlo nella sua trasformazione, nonostante questa scelta porti a numerosi alti e bassi.

Pellicola che accompagna lo spettatore per quasi tre ore, Laurence Anyways possiede uno sguardo unico e inimitabile. Il punto di vista è quello di un regista che ha girato il film all’età di 23 anni e che già dimostrava un innato talento per la messinscena, per la cura delle inquadrature e per quel suo tocco sempre al limite tra il pop e il kitsch. È sul suo personalissimo sguardo che Dolan costruisce il suo successo e la sua voglia di stupire con qualche trovata originale e una delicatezza, che è in grado di far emergere le emozioni.

Quando si parla del regista canadese bisogna necessariamente fare un passo indietro e allargare l’analisi della pellicola alla sua intera filmografia, perché Laurence Anyways giunge al cinema dopo che Dolan ha permesso al pubblico italiano di innamorarsi di lui con Mommy e di aspettare con impazienza nelle sale il prossimo Juste la fin du monde. Ed ecco che Laurence Anyways si dimostra un prodotto grezzo, che però gli permette di raggiungere un’inaspettata maturità artistica. Ciò che colpisce è, come sempre, la delicatezza con cui tratta un tema spinoso come la transessualità, quella inarrestabile volontà di cambiare sesso, di rinunciare a tutto quello che si è costruito nella vita (stima, amicizia, lavoro, posizione sociale, amore) per inseguire il proprio essere. Una scelta difficile che, contemporaneamente, diventa cartina tornasole di una società che si autodefinisce progressista e tollerante, per poi scoprirsi perbenista e inquisitrice (emblematica la sequenza con cui si apre il film). Tuttavia Dolan non lascia da solo, nella sua lotta contro i mulini a vento, il protagonista Laurence, anzi cerca di complicarsi la vita mettendo in scena una storia d’amore (travagliata, distruttiva e passionale) tra colui che si sente donna e fa il grande passo e colei che lo ama e cerca di oltrepassare il visibile. Incomprensioni, fughe, emotività, ritorni alla normalità e dolorose rivoluzioni sono gli strumenti con cui lo spettatore deve fare necessariamente fare i conti, ritrovandosi di fronte a una pellicola che ostenta uno sguardo anticonvenzionale e imperfetto, che scansa la linearità narrativa e che preferisce un montaggio che sottolinea i passaggi di una vicenda che attraversa dieci anni.

Contraddistinto da una colonna sonora diegetica, totalmente immersa negli anni Ottanta e Novanta, Laurence Anyways è la complessa ed empatica esternazione emotiva di un giovane Dolan, già in grado di trattare dei temi controversi con intensa partecipazione. Un’opera eccentrica ed esuberante, che, quando è necessario, prende le distanze (con un allontanamento della macchina da presa, volendo diventare un narratore decisamente esterno) mentre si avvicina pericolosamente al rapporto di coppia quando vuole immortalare le lacrime e le emozioni di due personaggi perfettamente caratterizzati dalle loro fragilità e dai loro punti di forza. Insomma una pellicola che ostenta uno spirito libero invidiabile, che però deve necessariamente confrontarsi con le convenzioni sociali, che osservano da lontano con stupore o derisione.

Uscita al cinema: 16 giugno 2016

Voto: ****

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