Alice attraverso lo specchio di James Bobin: la recensione

alicettlg_payoff_1-sht_v13_sm_jpg_1003x0_crop_q85La banale seconda avventura a Sottomondo

Sequel della pellicola diretta da Tim Burton, Alice attraverso lo specchio è un’avventura all’insegna dell’impossibile, un percorso che non nasconde una crescita interiore della protagonista, ma che piuttosto si dimostra superficiale e banale.

Alice Kingleigh, dopo molto tempo passato a bordo della nave Wonderland, torna a Londra e molte cose sono cambiate. Verrà attirata a Sottomondo per cercare di salvare il suo amico Cappellaio Matto.

Dopo aver riadattato liberamente (e approcciato con un tocco dark) il famoso racconto di Lewis Carroll, la Disney decide di variare in cabina di regia e porta sullo schermo cinematografico Alice attraverso lo specchio, film che prende in prestito il titolo dal secondo romanzo di Carroll dedicato al Paese delle Meraviglie, ma nulla di più. Difatti il prodotto diretto da James Bobin non ha nulla a che vedere con la vicenda narrata su carta, se non esclusivamente per il ritorno di Alice nel Paese. Ed è così che nel film lo specchio si tramuta in un portale, un semplice strumento di passaggio che non assume nessuna valenza simbolica, mentre l’avventura di Alice per ricucire rapporti familiari, drasticamente recisi nel passato, ha inizio con estrema celerità.

Nel luogo dove l’impossibile diviene possibile, dove anche il tempo (una risorsa e non una minaccia) diviene un personaggio in carne e ossa (innamorato della Regina Rossa), si consuma una vicenda che sviluppa il suo viaggio attraverso i ricordi, attraverso un passato che non si può cambiare ma da cui si può imparare.

Privo del tocco dark di Burton (che già nel primo capitolo era stato edulcorato a causa della produzione disneyana), Alice attraverso lo specchio si dimostra un’avventura che fatica a farsi coinvolgente e che esibisce una tale superficialità e una tale approssimazione nei confronti della materia da far rimpiangere, a più riprese, il non riuscito primo adattamento di Burton. Laddove c’era comunque un interesse a mantenere un alone di lisergica pazzia e di simbolica perdizione, in Alice attraverso lo specchio tutto ciò si perde in qualche bizzarro costume.

Rinchiusi dentro ruoli iconici e preconfezionati, i personaggi che “infestano” il Paese delle Meraviglie divengono strumenti utili per comprendere il viaggio fuori dal mondo di Alice, che, giungendo già adulta in questa versione del Paese, non necessita di percorsi formativi finalizzati alla sua maturazione. Di conseguenza ci si confronta con un prodotto che prosegue nel tentativo di rendere simpatico e umano l’incubo allucinante di Carroll e che fatica a coinvolgere anche nella sua accezione avventurosa.

Uscita al cinema: 25 maggio 2016

Voto: **

Leggi l’articolo anche su Persinsala

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